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Dark Side of Italy

Il Premio Caligari del Noir in Festival ci fa viaggiare nel lato oscuro del cinema italiano

È già da un anno che il Noir in Festival, giunto alla sua XVII edizione, è sceso dalle montagne per approdare in due città lombarde, Milano e Como. Il festival è un evento che, da sempre, racchiude cinema, letteratura e incontri. È un’occasione per portare all’attenzione del pubblico libri e film di genere. Per quanto riguarda il cinema, l’intento del Noir in Festival è quello di guardare lontano e portare in Italia film internazionali che spesso non sono considerati all’interno dei circuiti più mainstream.

Quest’anno, però, il Noir ha voluto dare un importante spazio anche al cinema italiano con l’istituzione di un nuovo premio che affianca il concorso ufficiale. Si tratta del Premio Caligari, ideato per omaggiare uno dei nostri grandi registi, appunto Claudio Caligari, autore che inizia con il cinema documentario e che si sposta poi verso la fiction, mantenendo sempre uno sguardo ai temi a lui più cari: la droga, la criminalità, la vita delle periferie romane.

Il nuovo premio si affianca idealmente al già esistente Premio Giorgio Scerbanenco: mentre quest’ultimo viene assegnato al miglior romanzo noir italiano, il Premio Caligari lo vince il miglior film di genere italiano dell’anno. Si tratta di un’iniziativa che punta a sostenere il nostro cinema, facendo scoprire piccoli gioielli passati in sordina o del tutto inosservati. In concorso c’erano otto film molto diversi fra loro, ma in qualche modo legati per ambientazioni e tematiche e che costruiscono una sorta di percorso, tutto italiano, all’interno dei generi.

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Uno dei fil rouge che attraversa tutti i film è il desiderio di mostrare il lato oscuro di una città, di una comunità o di un personaggio. In ben tre film – Ammore e malavita, Falchi e Gatta Cenerentola – torna il «dark side of Naples». Tre generi diversi (commedia-musical, azione, animazione) per raccontare, ognuno con il proprio stile, quello che si nasconde dietro la Bella Napoli: imbrogli, criminalità, corruzione.

Dalla grande città si passa poi alla piccola comunità, apparentemente innocente ma che cela un animo oscuro. In Omicidio all’italiana il luogo del delitto è una minuscola località del Molise, mentre in La ragazza nella nebbia la sparizione della giovane Anna Lou avviene in un paesino di montagna molto chiuso in se stesso. In entrambi i film, inoltre, compare la riflessione sull’uso negativo dei media. Sebbene il primo sia una commedia e l’altro un giallo-thriller, in tutte e due le storie l’arrivo della televisione (e della notorietà) sconvolge gli equilibri di un microcosmo, portando sotto i riflettori gli aspetti più inquietanti delle due comunità.

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C’è poi l’affascinante Sicilian Ghost Story, che attraverso un mix evocativo di fiaba e cronaca nera, va a esplorare uno dei mostri più spaventosi del nostro paese, la mafia. Non c’è solo il lato oscuro dei luoghi, ma anche delle persone, come si vede nei film Monolith e I figli della notte. Se nel primo viene esplorato il senso di colpa di una madre, nel secondo ritorna il microcosmo chiuso e disturbante, ma sono i giovani protagonisti, con i loro sentimenti e i loro caratteri, a essere indagati nel profondo.

Insomma, guardando la selezione dei film in concorso per il Premio Caligari – vinto da Gatta Cenerentola con la sua animazione noir – si ha l’impressione di fare un viaggio nel dark side of Italy: un percorso che porta sul grande schermo il meglio del nostro cinema di genere attraverso i mostri e i fantasmi del nostro paese.