Il Segreto dei suoi occhi Chiwetel Ejiofor Nicole Kidman

Il segreto dei suoi occhi – Billy Ray

Ci sono alcuni film di genere che non hanno la necessità di essere migliori di altri, la loro peculiarità e il motivo per cui molti decidono di trascorrere due ore della propria vita a guardarli, è perché ti restituiscono l'atmosfera del genere stesso. Che è un po' come una qualsiasi dipendenza, ne vuoi solo di più. Si tratta spesso di produzioni americane, che grazie al tipo di confezione e alcuni cliché stilistici, ti spengono il cervello, muovono la tua emotività dove fa più solletico e ti fan sentire a casa, magari la domenica pomeriggio. Le commedie sentimentali alla Nora Ephron sono tra queste. Così come i pop-up fantascientifici di Roland Emmerich e i drammi esistenziali di Ron Howard. Il Segreto dei suoi occhi è un film così, un crime thriller, lo vuoi e te lo pigli.

È costruito su due piani temporali: quello presente, dove vediamo un ex poliziotto di colore in pensione ossessionato da un caso irrisolto convinto di aver ritrovato il sospettato, una Nicole Kidman in carriera stile Barbie inglese NonTeLaDo, e una Julia Roberts truccata così bene da sembrare davvero tanto emaciata; e quello passato, dove i tre protagonisti sono più giovani solo perché hanno cambiato taglio di capelli, e si trovano ad affrontare il dramma del delitto di qualcuno di importante ma non vi diciamo chi (considerato il resto, almeno non vi si rovina i colpi di scena).

I due piani temporali si alternano per tutto il film: nel momento in cui non si capisce di cosa stiano parlando nel presente, vanno nel passato per spiegarlo. Cosa che porta a un saltellio temporale costante ogni dieci minuti. Un’operazione registica che ricorda molto da vicino un film completamente diverso ma altrettanto da mal di mare: L'uomo d'acciaio. Tanto per fare un esempio.

Il dramma reale del film manca il colpo e non coinvolge emotivamente lo spettatore per il piccolo particolare che la vittima per la quale dovremmo provare empatia non è mai stata vista prima del ritrovamento del corpo. E nemmeno si crea l'aspettativa nei confronti dell’ex poliziotto di colore Ray che si prende una cottarella per Barbie Claire, ma si assiste alla tensione erotica meno tesa e meno erotica della storia del cinema.

Nonostante tutto questo rimane un buon film per quella domenica pomeriggio di cui si parlava, con la possibilità alternativa, se non vi fosse ancora capitato, di vedere quel gioiellino che si chiama anch'esso Il Segreto dei suoi occhi di produzione argentino/spagnola che vinse l'Oscar come Miglior Film Straniero nel 2010 e di cui questo film americano è, purtroppo, il remake.