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Rigor Mortis – Juno Mak

È un vero peccato che non sia stato selezionato per il Far East Film Festival 2014 Rigor Mortis, un notevole horror che segna l’esordio registico di Juno Mak. Il film si svolge in un condominio decadente, infestato da spettri, vampiri e praticanti di magia nera, che deve molto all’horror giapponese (non per nulla il film è coprodotto da Shimizu Takashi); ma siamo a Hong Kong, e infatti il film recupera, in salsa digitale, la vecchia tradizione cinematografica dei jiangshi, i vampiri cinesi che in occidente usiamo chiamare hopping vampires per il loro bizzarro modo di spostarsi, resi famosi dalla serie Mr. Vampire degli anni Ottanta e dai film che ne sono derivati.

Forse Rigor Mortis può apparire privo di originalità a quegli spettatori che non colgano il suo aspetto cinefilo. Vale a dire che – ben al di là dell’evidente citazione kubrickiana delle gemelle fantasma – Juno Mak si comporta nei riguardi della vecchia serie Mr Vampire esattamente come Quentin Tarantino nei confronti del cinema di genere occidentale: ne riprende i moduli estremizzandoli e si spinge fino a richiamare molti attori della serie (o di film analoghi): Chin Siu Ho, Anthony Chan, Billy Lau, Chung Fat – compreso il grande comedian Richard Ng, che era apparso (se non vado errato) solo in Mr. Vampire 3. Nel presente film il vecchio Richard Ng è simpaticissimo come sempre – finché è umano, intendo. Ma parlando di attori bisogna segnalare in particolare un’interpretazione veramente superba di Nina Paw (l’anziana meravigliosa attrice di The Way We Are di Ann Hui), davvero il punto più alto del film.

Il marchio della modernità si vede – oltre che sul piano narrativo, del quale non c’è spazio per parlare – nell’aspetto metacinematografico: Chin Siu Ho interpreta un attore in decadenza (col proprio nome!) che è una sorta di copia degradata di se stesso. Fa amicizia con un ex cacciatore di vampiri (spariti i vampiri, spariti gli ammazzavampiri, dice) diventato cuoco. C’è un’affascinante analogia fra queste due figure finite fuori dal giro, entrambi liquidate dalla modernità; e anche questo tocco contribuisce a dare a Rigor Mortis il suo tono cupo.