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Quentin Tarantino

100 registi (e tantissimi film) che migliorano una vita

Dici Pulp e pensi ovviamente a Pulp Fiction e a Quentin Tarantino, maestro del genere in questione, che fa del sangue, della violenza e degli affari loschi il suo stile espressivo. Regista, attore e sceneggiatore, personalità complessa, cinefilo e melomane di livello, il suo cinema è un incedere aggressivo, cadenzato e incessante d’azione e violenza, in mezzo a trame complesse e cast generalmente stratosferici che di volta in volta hanno visto protagonisti tra gli altri Harvey Keitel, John Travolta, Samuel L. Jackson, Uma Thurman, Bruce Willis, Brad Pitt. E poi c’è la musica, elemento fondamentale dei suoi film che si contraddistinguono per la qualità e la ricercatezza delle scelte di soundtrack. La musica è a tutti gli effetti l’asse portante su cui si distende la storia narrata, la spina dorsale del suo cinema, come capita raramente in altri registi.

A questo va aggiunta un’altra caratteristica saliente del cinema di Tarantino, quell’incredibile trama di citazioni non solo ad altri film in forma d’omaggio, ma anche e soprattutto fra i vari film dello stesso autore, citazioni che si rincorrono da un film a un altro e che sovrappongono spesso le trame tra loro, in un intreccio che aumenta la complessità dei suoi lavori – e le curiosità che in essi possono ritrovare, un po’ come quelle scatole di cianfrusaglie da cui esce sempre, inevitabilmente, qualcosa di inaspettato e non ancora scoperto.

La filmografia di Tarantino è di rara qualità, da Le iene  a Jackie Brown, e poi la serie di Kill Bill, e poi Grindhouse con Robert Rodriguez fino a Bastardi Senza Gloria. Con al centro, ovviamente, Pulp Fiction, Palma d’Oro a Cannes 1994 e Oscar per la Miglior Sceneggiatura nel 1995.

In uscita in queste settimane in America, e a Gennaio 2013 in Italia, il nuovo film di Tarantino, Django Unchained.

“Due cose. Uno: non raccontare questa storia. Questa cosa resta fra me, te, e il merdoso che presto vivrà il resto della sua stronza breve vita fra agonie e tormenti, il violentatore, qui. Non riguarda nessun altro questo affare. Due: lascia la città stasera, all’istante, e una volta fuori, resta fuori, o ti faccio fuori: a Los Angeles hai perso i tuoi privilegi.” (Marcellus Wallace, Pulp Fiction)