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Mother’s Day – Garry Marshall

Dopo il San Valentino di Appuntamento con l'amore e il Capodanno a New York, Garry Marshall, regista di Pretty Woman e molte altre commedie romantiche, non è ancora stanco di celebrazioni e questa volta punta tutto sulle figure femminili con Mother's Day. Un'altra festività, un altro film corale in cui si intrecciano le storie di alcune famiglie, un mosaico di attori famosi, come mostra la locandina che ha pressoché lo stesso spessore del film.

La trama ruota tutta attorno all'imminente festa della mamma, che sarà per tutte le famiglie protagoniste il momento per affrontare i loro problemi: due sorelle, Jesse (Kate Hudson) e Gabi (Sarah Chalke, la Elliot di Scrubs) devono rivelare ai loro genitori dalle vedute decisamente ristrette di aver sposato l'una un uomo indiano, l'altra una donna; una mamma divorziata (Jennifer Aniston) deve accettare di condividere i suoi due figli con il marito e la sua nuova giovanissima moglie; un padre vedovo (Jason Sudeikis) non è ancora riuscito a superare la morte della moglie; una ragazza adottata (Britt Robertson) vuole trovare la sua madre biologica; infine una donna che si è sempre dedicata solo alla carriera (Julia Roberts) deve fare un bilancio della sua vita.

Gli ingredienti per condire questo insieme di star sono sempre gli stessi, tra equivoci, sentimentalismo spicciolo, uno scontato happy end e tanti tantissimi cliché: i personaggi, che dovrebbero mettere in luce le sfaccettature della femminilità e della maternità, sono bidimensionali tanto che nemmeno la recitazione delle attrici veterane della commedia romantica riesce a strappare una risata. Si intuisce l’intento, cioè quello di celebrare tutti i tipi di mamma, purtroppo però le donne del film si riducono a stereotipi già visti e ormai un po’ anacronistici.

Di certo non si va in sala a vedere Mother's Day con grandi aspettative, ma il vero problema è che il regista Garry Marshall, circondato dalle sue stelle, non è capace di rinnovarsi, di stare al passo con i tempi perché se questo suo tipo di comicità funzionava negli anni Novanta (Pretty Woman non è un capolavoro, ma si è giustamente guadagnato il titolo di cult del genere), ormai risulta decisamente fuori moda e anche il sorriso di Julia Roberts sembra brillare di meno. Così come una Jennifer Aniston deve competere con un nuovo tipo di comicità femminile (per esempio con la grinta irriverente della mattatrice del momento Melissa McCarthy), così Garry Marshall deve affrontare un panorama in cui la sua commedia, semplice e spesso buonista, fatica a trovare ancora posto.