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La nave sepolta

Un melodramma all’inglese che racconta la vicenda del ritrovamento di un reperto archeologico. A volte scavando si scoprono tesori nascosti, purtroppo non tutti luccicano.

Mentre il mondo sta per entrare in guerra, nel Suffolk, Inghilterra, il passato riemerge: nel 1939, Edith Pretty, proprietaria del vasto terreno di Sutton Hoo, finanzia e organizza gli scavi che porteranno alla luce un reperto archeologico di inestimabile valore, una nave funeraria del VII secolo. Si basa su questa storia vera (non così conosciuta) il romanzo The Dig di John Preston, trasposto ora da Simon Stone in versione cinematografica per Netflix. Come suggerisce il titolo originale, The Dig ruota attorno allo scavo che restituisce al mondo la nave sepolta (questo il titolo in Italia), ma la narrazione si dirama e racconta le vite, le gioie e i dolori del gruppo di personaggi che prende parte all’impresa. Protagonisti assoluti sono Edith Pretty (Carey Mulligan) e Basil Brown (Ralph Fiennes), archeologo incaricato di svolgere gli scavi a Sutton Hoo. Accanto a loro ci sono poi il fratello di Edith in partenza per la guerra (Archie Barnes), l’archeologo Charles Phillipps – che vorrebbe prendere il controllo dell’operazione – con la sua squadra, tra cui una giovane ragazza (Lily James) insieme al marito (Ben Chaplin).

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Il regista Simon Stone, qui al suo secondo lungometraggio, si concentra su una storia piccola, sospesa tra un passato lontano da riscoprire e un imminente futuro che spaventa il presente con ombre lunghe e spaventose. Custode e protettrice di questa avventura è Edith – la sempre brava Carey Mulligan, con i suoi occhi carichi di malinconia e attesa ­–, mentre l’eroe della quest è il taciturno Basil, un Ralph Fiennes perfetto in ruolo in cui gesti e movimenti rivelano più delle parole. Stone costruisce l’amicizia tra i due con sguardi di intesa e condivisione di emozioni, provando a creare una levità commovente. Peccato che, intorno a loro, l’atmosfera si faccia via via più pesante e che il melodramma stucchevole prenda il sopravvento sull’intera vicenda. Ecco allora che amori sofferti e taciuti, relazioni da tenere segrete, malattie e presagi della guerra in arrivo sovrastano, romanzando, il racconto del ritrovamento della nave antica (oggi si trova al British Museum, dove, ci informano le didascalie finali, solo di recente sono stati aggiunti i nomi di Edith e Basil).

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Il film prova a scavare dentro i personaggi per scoprire ciò che si agita in loro. In parte ci riesce, soprattutto laddove gli attori riescono a dosare le emozioni bilanciando il passo grave che assume la narrazione. Ma più che essere un preciso e minuzioso scavo archeologico, La nave sepolta sembra smuovere molta terra, portando alla luce una bella storia e la conferma di un cast ben assortito. Purtroppo, niente tesori nascosti.