la comune

La comune – Thomas Vinterberg

Anna ed Erik sono una coppia di intellettuali: il primo, professore di architettura, la seconda, conduttrice del telegiornale serale. Hanno anche una figlia adolescente, Freja, insieme alla quale decidono di mettere in piedi una comune, insieme a un gruppo di amici intimi e di individui eccentrici, nella Copenaghen degli anni Settanta. Amicizia, amore e condivisione sotto uno stesso tetto, fino a quando una sconvolgente storia d’amore metterà la comunità e la comune di fronte alla prova più dura che abbiano mai affrontato.

La comune è il ritratto ironico e delicato, ma anche doloroso e toccante, di un’intera generazione, una provocatoria dichiarazione d'amore per una generazione di idealisti e sognatori che da ormai molto tempo ha dovuto aprire gli occhi di fronte alla realtà.

La comune Vinterberg

Regista di pluripremiati film di grande successo internazionale quali Festen e Il sospetto, Thomas Vinterberg ci regala un’altra storia molto forte, che ancora porta alcuni stilemi del periodo di DOGMA, a cominciare dalla centralità della macchina a mano. Le buone intenzioni per dare un'idea sul fenomeno della ‘comune’ ci sono tutte, atteso che il cineasta ha realmente vissuto dai sette ai diciannove anni una esperienza di tal fatta, voluta dal padre, critico cinematografico, in una sorta di famiglia allargata; quindi in un certo senso è anche un film autobiografico, con i singolari e divertenti soggetti che compongono la comune che costituiscono il “coro” nel tradizionale significato drammaturgico.

Tuttavia la capacità di condividere, tipica della “comune”, è destinata a spegnersi a più livelli, e con essa anche la “digeribilità” dell'intera opera. Un film indubbiamente toccante e potente ma che stenta a prendere il volo completamente, come un continuo vulcano sempre pronto ad eruttare ma che poi finisce sempre in una nuvola di fumo. Da un certo punto, poi, ci si concentra di più sul triangolo amoroso, indubbiamente forte, ma trasforma gli altri protagonisti in uno sfondo lontano dalla vicenda amorosa.

Nonostante tutto, da rimarcare la figura di Anna –- Trine Dyrholm –- che domina la scena, iniziale colonna portante della Comune pian piano scalzata via da una se stessa più giovane; inizia da lì una vera e propria metamorfosi, da donna aperta, cordiale, a essere umano che getta la propria maschera, mostrando il volto di una donna insicura, ormai gettata nel baratro della solitudine e che lentamente cede alla pressione emotiva.