Ghostbusters Melissa McCarthy

Ghostbusters 3D – Paul Feig

Remake, reboot, prequel, sequel, live-action di film d’animazione: sono ormai queste le galline d’oro su cui punta Hollywood. Da una parte la sicurezza di un profitto (anche se le eccezioni non mancano, vedi Alice attraverso lo specchio o il piú recente Tarzan), dall’altra la scarsità di nuove idee portano sceneggiatori e Major a pescare dal cilindro grandi successi del passato per “aggiornarli” o “reinventarli”. E questo nuovo Ghostbusters, di fatto un reboot in piena regola, ne è la dimostrazione.

Ghostbusters 2016 poster

Come nel film di Ivan Reitman del 1984, anche in questa nuova versione è New York la città a essere infestata dai fantasmi. Cambia, però, il sesso degli acchiappafantasmi: non più quattro uomini, bensì quattro interpreti femminili pronte a indossare tute e zaini protonici per andare a caccia di fantasmi. Una scelta, questa, che ai fan del film originale non è piaciuta fin dall’’inizio, come ha poi dimostrato il trailer del film che ha raccolto su YouTube il più alto numero di giudizi negativi mai registrato dalla nascita della piattaforma web.

Cambiati quindi i connotati a tutti i protagonisti del film (incluso un impacciato segretario, interpretato da Chris “”Thor”” Hemsworth, che qui dimostra, oltre alle sue doti di sex symbol, di possedere uno spiccato talento comico) Paul Feig ha poi infarcito la pellicola con tutti gli elementi tipici del suo cinema, rendendolo di fatto un suo film a tutti gli effetti. Se c’è una cosa che bisogna apprezzare di Feig è la sua capacità di fare proprio ogni genere. In questo senso è quasi un autore, sempre riconoscibile e ben definito. Tante sono le battute e le gag riuscite (fra tutte quella che compara il sindaco di New York a quello de Lo Squalo), buoni sono il ritmo e l’’azione – anche se l’ultima parte dello scontro finale avanza a fatica – e divertenti sono gli omaggi al genere. Ma la sensazione che si ha è che manchi comunque qualcosa: forse l’’atmosfera, forse il climax o più semplicemente… gli anni Ottanta. Persino i vari camei dei protagonisti del cast originale non bastano a far respirare quest’’aria.

Quello che è stato fatto negli anni Ottanta deve restare negli anni Ottanta o fra poco ci ritroveremo un nuovo E.T. trasformato in Pokemon o la banda dei Goonies composta da un gruppo di hackers. Sarebbe stato un buon film di fantascienza, invece con queste pretese si è rivelato un film a metà strada fra la parodia e un omaggio mal riuscito.