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Before Midnight – Richard Linklater

Non poteva trovare vetrina migliore di questa Berlinale l’ultimo capitolo di una trilogia sul tempo e sull’amore firmata Richard Linklater. Sono trascorsi diciotto anni da Prima dell’alba, nove da Prima del tramonto, ma i protagonisti di questa lunga love story, Ethan Hawke e Julie Delpy sono tornati a raccontare come è andata a finire in compagnia del regista di Before Midnight. Continua così uno degli esperimenti sulla durata di Linklater che in questo pare essere un maestro.

Appare ancora più verboso questo ultimo film, attraversato da un fiume di parole che sono il simbolo di un moderno romanticismo, se pensiamo a quanto poco oramai riusciamo a parlare noi. Si passa dalle banalità alle piccole speculazioni filosofiche, dall’amore alla morte, dalle proprie individualità all’essere genitori. Parlano della quotidianità in fondo, dello stare qui, di noi. Degli spazi che noi stessi vorremmo ma anche delle nostre responsabilità. Viene naturale così ritrovarsici, nel nostro peregrinare di tutti i giorni e soprattutto nei nostri amori grandi o piccoli che siano.

La vita infondo sembra essere sempre più fatta di coincidenze, sono loro a definirci il prendersi come il lasciarci. E quando sembra perdersi tutto ecco che la grazia ci coinvolge, come coinvolge gli stessi protagonisti che decidono ancora una volta di ricominciare. Linklater fa fluire il sentimento e noi gli dobbiamo essere grati. Un gioiellino, sperando proprio in altri episodi.