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Trouble Will Find Me – The National

Se resto qui, le preoccupazioni mi troveranno.

Ci hanno fatto innamorare qui in Italia con Boxer, anno 2007, che in realtà era già il loro terzo album. C’erano canzoni tipo Fake Empire, o Mistaken For Strangers, così per dire. Li abbiamo attesi e celebrati con High Violet, anno 2010, anche su queste pagine, dedicando loro una copertina del nostro magazine Arts Club, che potete riguardarvi qui.

Dopo tre anni di silenzio, i The National tornano con l’attesissimo Trouble Will Find Me puntando a conquistarci definitivamente con un album che sembra creato apposta per sfondare in Europa. Un intento che si riflette nella qualità generale delle canzoni, che è molto alta e che si sublima in una vena più pop, romantica e internazionale rispetto ai precedenti lavori, dove pure la voce baritonale di Matt Berninger (ora dotato di occhialini da hipster) ci aveva abituato a malinconiche spedizioni al centro dell’anima.

Trouble Will Find Me è un album costruito impeccabilmente con vette di pop rock barocco talvolta geometricamente perfette. Come Sea Of Love in cui incontriamo il titolo dell’album, o come la toccante I Need My Girl. Ma c’è tanto altro, come ad esempio This Is The Last Time oppure il singolo Demons, e poi ancora Heavenfaced e in particolare una prima metà dell’album di grande livello.

Si respira attorno ai The National un’atmosfera simile a quella che circondava gli Arcade Fire nel 2010 quando uscì The Suburbs, capolavoro difficile da superare. Qui è un’altra storia e siamo su un terreno diverso, eppure qualche analogia c’é. Come fu The Suburbs per gli Arcade Fire, con Trouble Will Find Me i The National raggiungono probabilmente il loro apice compositivo, e chissà che non sia di buon auspicio per i prossimi Grammy. Appuntamento live da non perdere, a Roma il 30 Giugno e a Milano il 1 Luglio.