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BE – Beady Eye

Son passati quasi 4 anni da quando gli Oasis si sciolsero in una sfortunata notte parigina. Da allora Liam Gallagher si è rimboccato le maniche, ed insieme a Gem Archer, Andy Bell e Chris Sharrock, ha messo in piedi il progetto Beady Eye, rinunciato alle folle oceaniche e pubblicato ‘Different Gear, Still Speeding’ (2011), riscuotendo un buon successo.

Adesso, la band ci riprova con un nuovo album BE ed un nuovo produttore, Dave Sitek, che scatena il ‘solito’ entusiasmo di Liam: “Lavorare con lui ci ha spalancato delle porte dentro. E’ sicuramente il miglior produttore col quale abbia lavorato, un vero fuorilegge. Non gliene frega un cazzo, niente regole.”
Flick Of The Finger, singolo di lancio, è una canzone rivoluzionaria. Dopo l’inizio maestoso a base di fiati e note ribattute la voce di Liam si mostra in ottima forma, l’epilogo è una lunga citazione del rivoluzionario francese Jean Paul Marat, recitata dal conduttore iraniano Kavyak Novak, che lascia scoprire che il “movimento di un dito” altro non è che il drammatico ordine di distruggere grazie alle armi sviluppate da “scienziati servili”. Soul Love, cupa e interessante ballata psichedelica, anticipa Face The Crowd, un hard rock veloce e superbo (forse un po’ ripetitivo in questo caso) sulle sonorità del primo album.

Second Bite Of The Apple è il secondo singolo, sperimentale e genuino, mix di sonorità acide e aperture imponenti ben riuscito. Si ritorna sull’acustico con Soon Come Tomorrow, quasi psichedelica nell’andare, e Iz Rite, con echi quasi di ‘Be Here Now’. I’m Just Saying è energia e classico testo dell’ex-Ride Andy Bell, mentre Don’t Brother Me, come dichiarato dal cantante, è dedicata al fratello Noel: “In the morning I’ve been calling, I’m hoping you understand | All and nothing, I’ll keep pushing | Come on now, give peace a chance, take my hand, be a man”, segnali di riavvicinamento? I fan ci sperano, anche se le teste calde dei fratelli Gallagher insegnano la cautela.

Ritmi sixties e coretti beat per Shine A Light, forse il pezzo meno incisivo dell’album, e confronto con la dolceamara realtà nella semplice e sincera Ballroom Figured, che si delinea come il brano più riuscito di Archer in questo album. La conclusione è una chicca. Start A New (già eseguita live per OUI TELE con un’ottima performance vocale di Liam) è fresca e facile ma allo stesso tempo sentita e coinvolgente.
I Beady Eye tornano e dimostrano d’essere maturati tanto, si staccano sempre più dal passato targato Oasis e dal precedente rock vecchia scuola per un lavoro che li vede migliorare nella musicalità, nella cura dei dettagli e, in parte, anche nei testi. Si mostrano genuini, senza paure, e con il coraggio di affrontare nuove strade, producendo un disco che nel 2013, oltre che farsi censurare la copertina, può anche far divertire.

Grazie


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