the little house

The Little House – Yoji Yamada

L’ultimo film del grande cineasta giapponese Yoji Yamada, è un soffio al cuore, un viaggio all’indietro nel tempo, lo spazio di un momento. The Little House è tutto questo e, almeno per chi scrive, molto di più. Basato sul pluripremiato romanzo di Koko Nakajima si incentra su una relazione d’amore che si svolge all’interno di una piccola casa; fino a quando la guerra pian piano si porterà via tutto. Per sessantanni rimane solo la memoria.

Una casa, una spiaggia ed una lettera, in questo trittico (troppo)umano si può condensare l’ultima opera di Yamada. Davvero non serve nulla d’altro. Il presente, il passato ed il futuro si fondono e si riflettono nella lacrima del ricordo. Yamada mette in scena i timidi sentimenti di un’epoca che non c’è più, metafora anche di un cinema che non vedremo più. L’ultimo film del maestro, figlio artistico (e spirituale) di Ozu è così pervaso dal senso di perdita che accompagna ogni tipo di morte, anche quella di un mondo più umano che oramai si esprime solo attraverso quell’inchiostro. Il ricordo supera la morte.

La resistenza ed il coraggio che questo autore ci mostra dovrebbero essere l’ispirazione stessa ad un nuovo modo di intender vedere le cose. Dopo cinquant’anni dietro la macchina da presa Yamada ha ancora la forza di essere il cinema stesso che gira, di far fluire e scorrere i sentimenti per mettersi poi metodicamente a coglierli fino a quando un giorno su una spiaggia ci potremo riconoscere e torneremo a raccontarci lo strappo di tempo in cui ci siamo separati. Qualsiasi cosa sia successa. Per chi scrive una dolcissima emozione senza fine, un momento unico ove versare lacrime per troppo tempo trattenute, uno sguardo che riconcilia alla vita.