tanner 88

Tanner ’88

Se le vicende dei nostri politici vi hanno dato a noia e volete una serie che descriva in maniera acuta e sferzante un mondo che fa ormai davvero difficoltà a distinguere fra una finzione caricaturale ed una bieca realtà, Tanner ’88 potrebbe fare al caso vostro. Trasmessa dalla HBO nei mesi precedenti le elezioni presidenziali USA del 1988, da febbraio ad agosto, mostra le vicende di Jack Tanner, fittizio candidato democratico del Michigan, e del suo staff, intenti a inseguire il posto d’onore alla Casa Bianca.

Diretta da Robert Altman, il grande regista di Nashville e America Oggi, si avvale alla sceneggiatura del caustico Garry Trudeau, popolare in America per la striscia fumettistica Doonesbury, famosa per essere da 40 anni una delle voci politiche più corrosive del panorama statunitense, spesso protagonista di feroci polemiche per il contenuto delle sue strip. Appartenente alla categoria del mockumentary, ossia il falso documentario, ciò che colpisce nelle 11 puntate di Tanner’ 88 è come la finzione si misceli alla realtà in modalità molto originali e che portano a riflettere: Tanner incontra davvero gli altri candidati politici in corsa alle primarie, stringe la mano a Bob Dole, saluta amichevolmente Pat Robertson, scherza con Gary Hart.

La politica diventa sempre più spettacolo, sempre più recitazione: a questo punto è facile confondersi e non saper distinguere se Tanner sia reale o meno. Ironicamente, lo slogan scelto dagli autori per promuovere il loro finto candidato, For real, sottolinea con forza il loro intento, svelando il trucco alla base della serie.

Altman e Trudeau daranno un seguito alle vicende del candidato Tanner, producendo nel 2004 Tanner on Tanner, questa volta per Sundance Channel, il network del festival creato da Robert Redford: con alla base un notevole lavoro metaconcettuale, la serie vede protagonista la figlia Alex, la quale, con il fittizio documentario My candidate, racconta, a decenni di distanza, la campagna elettorale del padre. Non convinta del risultato, setaccia l’’America alla ricerca dei membri dello staff originario per vedere come sono proseguite le loro vite; terminerà il suo viaggio alla convention democratica del 2004, dove incontrerà il capo del team di Tanner, ora al lavoro per John Kerry.

E’ in questo continuo corto circuito fra reale e immaginario, oltre a una satira brillante sul mondo delle primarie, il nucleo fondante della saga firmata da Altman e Trudeau.