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The Wire

Se oggi la serialità televisiva riesce a combattere ad armi pari con la settima arte (e battendola sul suo stesso campo, in alcuni casi), buona parte dei meriti va riconosciuta ad un’emittente diventata sinonimo di alta qualità: HBO. La celebrità che questo network via cavo ha accumulato negli anni non è dovuto solo alle sedute psicanalitiche di un boss mafioso o alle nere vicende di una ditta di pompe funebri: c’è un’altra serie che ha ridefinito i confini di ciò che può fare il mezzo televisivo, se lasciato in custodia a mani sapienti.

The Wire rappresenta uno dei serial che ha definito l’estetica HBO: grande cura dell’immagine, linguaggio crudo e senza fronzoli, realismo psicologico, personaggi posti perennemente in una zona grigia. Quello che racconta la serie nelle sue cinque stagioni è la lotta quotidiana che affronta un’unità speciale della polizia di Baltimora contro il crimine organizzato, impegnato nel commercio di stupefacenti. Ogni stagione della serie si focalizza su un aspetto diverso di questo conflitto, giungendo a mappare la vita urbana della città: partendo dalle indagini sul traffico di droga, si arriva ad analizzare le storture nel sistema politico, in quello scolastico, fino a raccontare la manipolazione dei media.

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L’ampio cast, suddiviso all’inizio fra la squadra di agenti e i membri dell’organizzazione criminale, rende faticosa l’individuazione di un vero e proprio protagonista, forse uno dei motivi per cui la serie non ha mai davvero sfondato, nonostante le sue indiscusse qualità. Uno dei personaggi principali è ad esempio Jimmy McNulty, un poliziotto dalle grandi doti ma condannato al ribellarsi costantemente ai suoi superiori: le sue qualità lo pongono a capo dell’operazione Barksdale, dal nome della famiglia a capo del traffico di stupefacenti. La serie ha lanciato diversi attori, uno su tutti Idris Elba, oggi famoso come il detective Luther e protagonista al cinema di kolossal come Pacific Rim e Prometheus.

Nel titolo della serie ritroviamo la metodologia con cui l’unità speciale porta avanti le indagini, ossia una rete di cimici che i membri della squadra utilizzano per intercettare le conversazioni fra gli spacciatori e i loro capi. David Simon, creatore di The Wire e già famoso per altri cult come il poliziesco Homicide e la miniserie di ambientazione bellica Generation Kill, vuole inoltre sottintendere il collegamento, la connessione che lega diversi aspetti della vita di una metropoli, mostrando come le scelte che si compiono a livelli completamente differenti fra loro portino a conseguenze che riescono ad incidere sulla vita di una intera popolazione. Nel suo racconto, teso e pessimista, si nascondono le nefandezze dell’America meno democratica e più attenta alla gestione del potere, dando vita ad un affresco sociale che tende a diventare universale, lasciando nello spettatore un’inquietudine reale e concreta.