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Snowden – Oliver Stone

Snowden è l’ultimo film scritto e diretto da Oliver Stone (Platoon, JFK). Scritto partendo dai libri The Snowden Files di Luke Harding e Time of the Octopus di Anatoly Kucherena – che approfondiscono le precedenti inchieste giornalistiche – racconta la rivelazione delle operazioni di sorveglianza e compromissione di massa messe in atto dall’Agenzia per la Sicurezza Nazionale statunitense (NSA). Stone è un autore da sempre definitosi militante e che si presenta con arroganza come politico ma che ancora una volta si dimostra incapace di creare un vero dibattito sui temi trattati (sicurezza e libertà, controllo e democrazia) o di generare una presa di coscienza, accontentandosi di una didascalica e banale rappresentazione dei fatti storici.

È del 2015 il documentario premio Oscar Citizenfour di Laura Poitras e del premio pulitzer Glenn Greenwald sullo scandalo Datagate di cui si consiglia la visione per poter capire la cospirazione esistente dietro ai programmi di intelligence per mezzo dei quali gli Stati Uniti spiano i propri cittadini e quelli delle altre nazioni.

Il film è il ritratto di Edward Snowden (interpretato da Joseph Gordon-Levitt), ex tecnico informatico della CIA che ha rivelato a tutto il mondo l’esistenza di una complessa e supertecnologica rete di spionaggio capace di portare all’annullamento totale della privacy di ognuno di noi. Spostando la narrazione avanti e dietro nel tempo Oliver Stone ci rende spettatori dell’incontro di un fuggitivo Snowden con la reporter Laura Poutrais (Melissa Leo) e il giornalista Glenn Greenwald (Zachary Quinto) in un albergo di Hong Kong nel 2013, il suo addestramento da recluta delle Forze Speciali, la vita da tecnico informatico della NSA e dopo della CIA e la lotta per difendere la libertà da un sistema di potere governativo perverso.

Edward Snowden è un uomo comune che di fronte a un bivio ha scelto la strada più tortuosa invece che vivere comodamente una vita da burattino. Tuttavia in questa versione cinematografica delle vicende c’è un eccessivo interesse per la sua vita privata (i suoi amori, i colleghi nerd, la luminosa villa alle Hawaii in cui viveva) che riduce lo spessore del personaggio che sembra un semplice paranoico (“Loro ci guardano” è la battuta più ripetuta nel copione) protagonista di una confusa satira sul voyerismo.

È come se per l’Oliver Stone post 11 settembre, retorico e sempre meno “contro” , fosse tutto elementare: l’assassino è sempre il maggiordomo e se a morire è il maggiordomo allora si tratta di un chiaro caso di suicidio. Indelebile come una scritta sull’acqua.