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La felicità è facile – Massimiliano Nuzzolo

Un uomo che ha perso la moglie per un male incurabile e non ha appigli a cui aggrapparsi, una donna prigioniera del suo stesso marito violento e brutale, un tossico che aspetta la sua dose e nel mentre pensa alla sua vita lontano dall’eroina, un bambino che si ritrova quasi per caso catapultato sul set di E.T. 2 con tanto di Steven Spielberg a seguito.

Sono questi alcuni dei personaggi che prendono vita ne La felicità è facile (Italic Pequod), una raccolta di racconti brevi descritti con sapiente maestria e cura dei dettagli dallo scrittore Massimiliano Nuzzolo.
Sono spesso storie di vita vissuta quelle raccontate da Nuzzolo, episodi e situazioni che la vita può riservare e per i quali ognuno di noi elabora una via di fuga diversa da qualsiasi altro individuo.
È un resoconto dettagliato delle emozioni e delle paure che animano il cuore dei più deboli, coloro che la società mette spesso ai bordi di un cerchio pieno di luci e riflettori; e non è un caso che tra i personaggi venuti fuori dalla penna dello scrittore, alcuni di loro facciano parte di questo contorno.

Un chiaro esempio di quanto appena detto lo ritroviamo nel racconto Mongoloide probabilmente uno dei migliori dell’autore; qui si viene catapultatati nella mente di un ragazzo affetto dalla sindrome di Down, il quale farà compiere al lettore il proprio personale viaggio alla scoperta del suo mondo, un universo pieno di sfide che l’uomo “normale” non saprebbe come affrontare.

Altra menzione la si può riservare per Mestre tossica, una discesa nella spirale dell’eroina da parte di un giovane che, nell’attesa del suo spacciatore, sembra quasi fantasticare sulla sua vita lontana da quel limbo, lontano da una non-morte sempre più sua unica compagna.
Un racconto che sembra esser stato scritto e pensato con i Velvet Underground come sottofondo.

In questi diciannove racconti, Massimiliano Nuzzolo riesce a descrivere l’umano in tutte le sue sfaccettature, bilanciando in maniera corretta ironia, humour e tristezza, arricchendo il tutto con il proprio bagaglio culturale fatto di musica underground e letteratura beat (ma non solo) che riversa a tutto spiano in queste istantanee della vita. Una scrittura lineare e mai pesante, dove la banalità diventa un termine che poco s’addice a questo libro.

Con La felicità è facile lo scrittore fa riflettere sulla perdita di questo sentimento, un concetto che spesso sentiamo così vicino, ma senza rendercene conto è parte integrante di un qualcosa a volte troppo sfuggevole.