WHILE WE'RE YOUNG

Giovani si diventa – Noah Baumbach

L'hipster è una categoria talmente matura da essere diventata personaggio

Una delle più vaste fonti di fenomenologie degli ultimi anni, stile da cui tutti si dissociano, tribù urbana dal Rione Monti a Brooklyn, l’hipster è una categoria talmente matura da essere diventata personaggio. Da Noah Baumach, regista dedito alla sua New York, alla descrizione agrodolce di dinamiche sentimentali (Il calamaro e la balena, e il purtroppo poco circolato Frances Ha) un film sul confronto tra due generazioni vicine potevamo aspettarcelo e anche con un discreto livello di ottimismo.

Josh e Cornelia (Ben Stiller e Naomi Watts), quarant’anni, zero figli nonostante i tentativi, entrambi impegnati nel mondo del documentario conoscono Jamie e Darby (Adam Driver e Amanda Seyfried), gli esponenti della generazione Millennials –i nati tra gli anni Ottanta e i Duemila –, abiti vintage, appassionati di bicicletta, gelato artigianale e vinili. Iniziano a frequentarsi e scatta la curiosità reciproca, la voglia di svecchiarsi e l’ambizione di avere un’amicizia stimolante. iPad contro macchina da scrivere, Netflix contro VHS, All Night Long di Lionel Richie contro Yankee Hotel Foxtrot degli Wilco.

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Baumbach è attentissimo ai dettagli, a mostrare quanto il rapporto tra queste due generazioni così vicine sia equivoco e la Brooklyn che esce da Giovani di diventa è un’ambientazione vivace ed esteticamente invidiabile. Ben Stiller è naturale nella sua trasformazione, nel farsi fare il risvoltino al pantalone da Driver, la Watts si lascia andare, sorride spesso, ma come succede nei film di Baumbach, dietro c’è qualcosa. Ed è un peccato, perché quel qualcosa – il rapporto interno alle due coppie, il conflitto artistico che nasce tra i due personaggi maschili – viene trattato in modo un po’ brusco, come spesso forse accade nella vita in cui poche relazioni sono lineari.

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Nella seconda parte infatti qualcosa cambia, si cerca di andare più a fondo, un po’ allo sbaraglio. Il documentario di Jamie scorre, ha una lavorazione veloce e senza ostacoli, a differenza di quello di Josh, arenato e a corto di finanziamenti. Dietro le dinamiche personali sorgono quesiti meno immediati: davvero la nuova generazione ha un approccio artistico superficiale e cannibale? Chi stabilisce l’etica del cinema del reale? Come ti fa sentire l’Occidente se hai quarant’anni e non ti sei riprodotto? A quest’ultima domanda aiuta a rispondere una coppia di amici di Josh e Cornelia, in cui a fare la parte del neopapà c’è Adam Horovitz dei Beastie Boys.

La colonna sonora è curata da James Murphy degli LCD Soundsystem che regala pezzi assolutamente riusciti a questo film che inizia con Ibsen e finisce con David Bowie.