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Desconocido – Resa dei conti – Dani De La Torre

Con Desconocido – Resa dei conti, l’’esordiente regista spagnolo Dani De La Torre dirige con mestiere e gran senso del ritmo un action rapido come una pugnalata, con una tensione pressoché costante che cuce lo spettatore alla poltrona.

Carlos è il direttore di una famosa banca d’investimenti arricchitosi alla fine degli Anni Zero vendendo “titoli derivati tossici” ai propri clienti. Ha una casa e una macchina lussuosa, ha una moglie, due bambini e due occhi alla disperata ricerca di una redenzione. Il destino porterà il solitamente disinteressato ad accompagnare i figli a scuola. Sarà l’’inizio di una giornata infernale. Una bomba controllata a distanza è posizionata sotto i sedili della macchina. Squilla un telefonino da cui uno sconosciuto minaccia di far saltare la vettura se il banchiere non effettuerà dei copiosi trasferimenti monetari presso un conto stabilito in un piccolo lasso di tempo. «…non con una pistola, non con un fucile ma con un cazzo di telefono!» come intona incredulo in Pulp Fiction Zucchino a Coniglietta. Sarà Carlos disposto a perdere tutto quello che ha?

 

La formula suona più che familiare. Infatti il pazzo dinamitardo, l’abitacolo dell’automobile come luogo cinematografico e le scelte morali di un manager senza scrupoli che è costretto a fare i conti con se stesso in uno scenario claustrofobico sono elementi che lo spettatore riconosce. E ritorna alla mente In linea con l’’assassino di Joel Schumacher oppure il classico Speed e (perché no) il recente Locke con Tom Hardy. Ma la storia del cinema ci ha più e più volte insegnato che le idee più semplici sono quelle vincenti e che è un vero delitto non rubarle.

Inatteso l’’inseguimento finale che sembra saltar fuori da un film della Milky Way Image (la casa produttrice di Johnnie To) o da The Raid 2 di Gareth Evans: un piano sequenza con la cinepresa che si muove come un serpente impazzito dentro e fuori l’abitacolo di una macchina. Muscolari ed intense le performance dei divi spagnoli Luis Tosar (rivedetelo nel bellissimo Cella 211), e di Javier Gutiérrez (La Isla Minima), ricattatore fragile e violento fustigatore della società borghese.

Desconocido – Resa dei conti cerca di trascendere la sua natura di film di genere inserendo il sottotesto della lotta sociale post crisi finanziaria che da un grande valore aggiunto alla pellicola. Qui, a differenza di quello che mostrano gli americani The Wolf of Wall Street o La grande scommessa, chi vende prodotti finanziari rischiosi senza trasparenza è un criminale da punire e la reazionaria vendetta del risparmiatore/popolo c’è, non è giustificata ma è analizzata (o almeno si prova).

La sceneggiatura non stupisce con quel finale televisivo e moraleggiante che cozza con quello che si era costruito prima e i personaggi secondari oscillano tra i banale e il ridicolo, tuttavia Dani De La torre possiede quella capacità di realizzare il tutto con niente e quella voglia di mettersi in gioco con schemi ormai più che codificati. Non un colpo mortale ma un buon colpo.