tiamotitemo_copertina

Ti amo e ti temo – Carlo Rosso

Regalo per l’imminente San Valentino, perfetta arma di seduzione di massa per colpire al cuore un partner sfuggente?
Prolisso saggio accademico, in grado di disintegrare in un nanosecondo tutto il romanticismo insito nella fenomenologia dell’innamoramento come lo intendiamo convenzionalmente?
Niente di tutto ciò.

Ti amo e ti temo (SV Press, 2015), ultima opera dello psichiatra e sessuologo Carlo Rosso, si pone come uno studio approfondito sulla concezione e l’epifania dell’amore ai tempi del web 2.0, senza mezzi termini né false illusioni, con piglio scientifico condito da uno stile narrativo fluido e godibile anche da parte dei “non addetti ai lavori”.
Un saggio corposo che attraversa l’arte e la scienza, la filosofia e la psicanalisi, il mito e la sessualità, alternando teoria e trattazione analitica al sentire comune, alla ricerca del significato più profondo di quel grande mistero umano che è il rapporto di coppia.

Tra i pareri autorevoli citati nel libro, oltre a quello dello stesso autore, troviamo quelli di Sigmund Freud, Jacques Lacan, Francesco Alberoni, François Jullien molti altri, figure che hanno tentato, ognuno a modo proprio, di spiegare fenomeni complessi e affascinanti come l’attrazione sessuale, l’innamoramento e il cosiddetto”amore duraturo”, quello stato di grazia che tutti desiderano e pochi ottengono.

Fattore che si evince anche dalle numerose testimonianze dirette contenute nel volume, che propone stralci di storie di pazienti narrate in prima persona da Rosso, permettendo così al lettore una completa ed empatica immedesimazione e comprensione dei concetti trattati attraverso storie di quotidianità sincera e disincantata.
Un tema quanto mai attuale insomma, specialmente nella contemporaneità, dove l’intimità ha gradualmente lasciato il posto alla fretta, alla smania di dedicarsi a relazioni in pillole, brevi ed effimere come un tweet.

Ma forse, pensandoci bene, se n’era già accorto un altro autore che d’amore se ne intendeva, e parecchio, come ci ricorda ad un certo punto Carlo Rosso tra le pagine del suo libro: stiamo parlando del palermitano Giuseppe Tomasi di Lampedusa, storico autore de Il Gattopardo che, già un secolo fa sosteneva, pessimista: “Fuoco e fiamme per un anno, cenere per trenta…”.