Angelina Jolie Brad Pitt By the sea

By the Sea –- Angelina Jolie

A dieci anni di distanza da Mr.&Mrs. Smith, il film che aveva sancito l’’avvio di, possiamo dirlo, una grande amore, la coppia Angelina Jolie e Brad Pitt, i Brangelinas, torna sul grande schermo con By the Sea, per la regia della stessa Angelina Jolie. By the Sea è il racconto di una coppia, formata da uno scrittore in crisi di ispirazione e da una moglie eternamente annoiata e piena di problemi psichici che, per trovare la serenità e l’’intesa perduta di un tempo, decidono di andare a svernare in un paesino sul mare della Costa Azzurra. Qui, in un’’atmosfera sospesa, per i due le cose non paiono migliorare fino a quando una giovane coppia di freschi sposini, tra i quali da segnalare una Melanie Laurent davvero molto affascinante nei “corti” panni di una moglie dei primi anni Settanta, provoca un certo sconvolgimento tra i due. Ora la trama, qui riassunta in poche righe, è evidentemente qualcosa di “già visto” ed è uno dei, numerosi, punti deboli del film.

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Infatti la storia è la classica “crisi di coppia” nella quale due persone prima molto in sintonia e perfettamente integrate nella società, l’’uno uno scrittore di grande successo («soprattutto il tuo primo libro è piaciuto praticamente a tutti») l’’altra una ballerina di chiara fama («e il suo corpo… fuuu, che corpo») che ora, per una serie di traversie del destino, si sentono estranei alla vita: non escono più e provano un’’acuta idiosincrasia per le relazioni, sia tra di essi sia con gli altri.

Lo scrittore, Brad Pitt, pare essere una sorta di silloge di diversi “tipi” letterari, con in testa l’’Hemingway dell’ultimo periodo, quello un po’’ alcolizzato e un po’’ melanconico, mentre la moglie, Angelina Jolie, è una specie di über-casalinga, che di lavoro «non fa nulla dalla mattina alla sera». A tutto questo s’aggiunga il fatto che, altro cliché narrativo piuttosto stra-abusato, la coppietta di novelli sposi soggiorni proprio nella stanza a fianco, con i logici “rumori notturni” e “attività ricreative in serie” che ne conseguono.

Questa dicotomia, lampante come il sole della Costa Azzurra, è acuita da un espediente che il pubblico italiano ha imparato a conoscere niente meno che dalla “commedia sexy all’’italiana”: ovvero un buco, in questo caso non della serratura ma di una parete dietro ad un comodino. Grazie a questo pertugio prima la moglie, poi il marito assieme scoprono il “mondo privato” degli sposini, in un gioco voyeuristico che non porterà, apparentemente, a nulla di buono. Tutto il film gioca su questi ruoli stereotipati con personaggi quasi prigionieri della narrazione che li vuole imbalsamati nel ruolo predefinito. Anche le stesse pose paiono essere come cristallizzate, come si trattasse più che di un film di una qualche pagina patinata di Vogue anni Settanta.

Tuttavia uno dei valori di questo film, oltre alla bellezza intrinseca dei personaggi, da Angelina Jolie splendida nella sophisticated lady americana in vacanza, Brad Pitt nel machissimo letterato alcolizzato e Melanie Laurent nella fresca ragazza che si veste solo di cotone, è anche quello dei costumi, degli oggetti e degli interni, curati nei dettagli per donare un’atmosfera al contempo fredda e sensuale. Ma quello che manca, che manca per fare di un “bel quadretto una grande scena cinematografica” è l’’azione, che qui si connatura come stasi, e rende tutto troppo simile ad un bellissimo diorama di moda.

Menzione d’onore per la colonna sonora, con canzoni come Jane B di Jane Birkin o L’Anamour di Serge Gainsbourg che nobilita molto un film in realtà, come avete capito, dalle proporzioni molto modeste. Certo, un tentativo coraggioso da parte di Angelina Jolie che, dietro la macchina da presa, tenta di raccontare una vicenda di coppia, anche complessa, utilizzando pochi elementi scenici e predisponendo dialoghi scarsi. Ma è solo un tentativo, magari molto di classe, di fare ciò. Jolie non sfonda mai l’aurea porta della profondità. E così gli spettatori rimangono solo ai bordi del bagnasciuga dell’azzurro mare di Corsica. Se proprio ci dobbiamo lasciare travolgere dalle onde allora preferiamo di gran lunga quelle della Wertmüller.

Guardate marito mio a che rischio
ha posto questa ribalba l’’innocenza mia!
Li vicini, che averano osservata questa prattica notturna,
avranno anco facilmente fatto qualche temerario
giudicio della mia incomparabile sincerità.
(Giovanni Sagredo, L’’Arcadia in Brenta)