Fronte copertina

Ricomincio Da Qui – Antonio Pignatiello

Antonio Pignatiello evoca la malinconia e il ricordo dei bei tempi andati, ma tenendo ben salda la sua idea di musica e poesia. E, in questo, risulta essere molto originale. Il centro del suo album sono le parole, la letteratura, la musica, i vecchi strumenti, con un occhio di riguardo per la cultura beat di fine anni Cinquanta, ma non solo; è un estremo conoscitore di John Fante, Charles Bukowski e molti altri, eppure le sue canzoni e il suo modo di stare sul palco fanno parte di uno scenario a metà strada tra il ‘teatro-canzone’ e il ‘cinema-canzone’. Se non l’avete mai visto dal vivo, è ora che cominciate a farlo: non fa mai due concerti uguali, e le storie che racconta sembrano uscite fuori da qualche vecchio film di Buster Keaton miscelato alle pellicole dei fratelli Cohen. Il risultato è sorprendente!

Le sue canzoni parlano di cantine abbandonate, stazioni e treni persi, di illusioni da inseguire e vecchie storie in bianco e nero che prendono vita dentro nuovi romanzi d’amore e morte. Molto bella la sua Folle fatta di pianoforte, voce e violino, e tanto basta per arrivare in fondo al cuore. Da evidenziare anche Non Torna con tanto di banda di Paese, Cosa Resta? ispirata a “Women” di Bukowski, Amori Clandestini che trae spunto da “Altri Libertini” di Pier Vittorio Tondelli, e la ghost track Si Sta Facendo Sempre Più Tardi ispirata all’omonimo romanzo di Antonio Tabucchi.

Ad ogni modo, Ricomincio Da Qui è un disco che va ascoltato nel suo insieme: un concept album da camera intimo e confidenziale, molto ben riuscito. Belle anche le due cover in omaggio ai suoi dichiarati maestri: Parigi di Paolo Conte e Tu No di Piero Ciampi. Oltre alla partecipazione straordinaria del paesologo Franco Arminio in 25 Anni Dopo, ricordo del terremoto dell’80 in Irpinia. Da menzionare anche la partecipazione agli arrangiamenti del maestro Giuliano Valori e del famoso jazzista italiano Pasquale Innarella.

Insomma, Pignatiello sembra andare in “direzione ostinata e contraria” per dirla con le parole di De André, ma sicuramente ha splendidi compagni di viaggio al suo fianco.
“Ricomincio da qui” (Controrecords) è una sorta di romanzo visionario e musicale, non un semplice disco.
Se vi piacciono le scommesse, io vi consiglio di ascoltarlo, e non provate ad etichettarlo, perché quando penserete di averlo acchiappato, sbucherà fuori da un’altra parte. Buona visione sonora!

Grazie


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