War Dogs still

Trafficanti – Todd Phillips

Trafficanti (War Dogs) è una commedia-action sugli armamenti, con punte d’ironia grottesche e irriverenti. Ma principalmente è un film che tenta di analizzare uno dei lati più oscuri dell’’America. Basata su una storia vera tratta da un articolo di Guy Lawson, pubblicato nel 2011 dal magazine “Rolling Stone”, la pellicola racconta le avventure tragicomiche di due amici.

Efraim Diveroli (Jonah Hill) e David Packouz (Miles Teller), dopo essersi ritrovati, non si lasciano scappare l’occasione di diventare trafficanti di armi per conto del governo americano. Voglia di rivalsa, soldi, corruzione e sostanze tossiche sorreggono la loro amicizia. Con Trafficanti, il regista Todd Phillips riprende un suo affezionato leitmotiv: le conseguenze delle decisioni sbagliate per chi le prende e per chi le subisce.

Trafficanti locandina

Durante l’’amministrazione di George W. Bush, per rifornire di armamenti gli eserciti in Iraq e Afghanistan, importanti appalti furono assegnati senza gara ad alcune compagnie. Critiche a pioggia caddero sul governo americano, tanto che si decise di regolamentare il settore istituendo il Federal Business Operation. Azione innanzitutto politica, che permise di aprire le aste sui contratti di fornitura di armi belliche a tutti, anche ai piccoli e squattrinati commercianti di armi e munizioni, i cosiddetti war dogs. La storia si fa intricata quando Efraim e David firmano un contratto da 300 milioni di dollari per armare l’esercito afghano. Una scelta che li spinge a viaggiare da Miami all’’Iraq, attraversando la Giordania, da Las Vegas all’’Albania. Il tentativo è quello di trasformare una piccola e anonima attività in una miliardaria azienda che intesserà improbabili accordi anche per cifre da capogiro.

Efraim sembra uno stupido teppista, ma in realtà sa bene ciò che vuole e come raggiungerlo, anche se ciò vorrebbe dire non fermarsi di fronte agli affetti familiari e all’’amico. Adora strafare e “marciare” sugli affari come un bulldozer. È erotomane, arrogante, ambizioso e bastardo. David, al contrario, ha un rapporto differente con la ricchezza: per costruire con la sua famiglia un futuro differente, accetta di diventare “massaggiatore professionista” e di vendere improbabili lenzuola alle case di riposo. Finché non arriva l’’occasione di rivalsa che lo spinge a mettere da parte tutti i suoi valori e a destreggiarsi,– malamente, tra una bugia e un’’altra. Bradley Cooper, produttore del film e allo stesso tempo attore, interpreta la parte del grande terrorista e trafficante di armi. L’’unico a cui Efraim e David possono chiedere aiuto per portare a termine quella che avrebbe potuto essere la più grande truffa di sempre.

Partito con un ritmo calzante, a un certo punto il film rallenta. I personaggi perderanno la loro iniziale ironia e spavalderia, per ritrovarsi a fare i conti non solo con se stessi, ma anche con la dura realtà. Con cadute in alcuni punti, Trafficanti è la rappresentazione perfetta del sogno americano e delle bugie necessarie a raggiungerlo. I soldi sono l’adrenalina per Efraim e la sussistenza per David, ma ben presto si trasformano nella rottura della loro stessa amicizia (finta o forse soltanto opportunista come il sogno americano). I due pensavano di poter giocare a Scarface, ma non immaginavano il finale…