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Tommaso – Kim Rossi Stuart

Sono passati dieci anni da Anche libero va bene, debutto alla regia di Kim Rossi Stuart, dal quale oggi riprende il personaggio dell’’allora bambino Tommaso nell’’omonimo film, proiettato fuori concorso al Mostra del Cinema di Venezia.

Tommaso (Kim Rossi Stuart) è un attore che ambisce a girare il suo primo film da regista e che non riesce a mantenere una relazione più di qualche anno; perde interesse, fantastica su altre ragazze e infine rompe la storia. Fino a quando conosce Sonia (Camilla Diana), spigliata e diretta, con cui Tommaso sente possa essere la volta buona, anche se lei non pare del tutto d’accordo. Nel mentre, il suo psicologo gli suggerisce di far uscire il bambino che è in lui e forse, al contrario di cosa pensa Tommaso, non ha tutti i torti.

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Il film ha un cast di attori all’’altezza (dalla brava Camilla Diana a Jasmine Trinca purtroppo breve, ma intensa), che sotto una buona direzione d’insieme portano la commedia ad un livello sopra la media italiana. Il regista caratterizza bene il personaggio più sfaccettato, il suo: timido, imbranato, eccentrico, rabbioso. L’’ex ragazzo dal kimono d’oro dà vita ad una sorta di Dongiovanni problematico e ingestibile, reso con una recitazione decisamente convinta anche se lievemente sopra le righe. Fanno sorridere tanto i suoi umili approcci con le ragazze quanto gli scatti d’ira che alcune sfortunate si devono sorbire; la teatralità con cui sbraita è una piacevole esagerazione.

Rossi Stuart delinea un disagio già narrato, fra gli altri, da Gabriele Muccino ne L’’ultimo bacio: la consapevolezza dello scorrere del tempo e l’’impossibilità di concretizzare la propria esistenza. Tale disagio viene enunciato durante un colloquio con lo psicologo, e le situazioni di volta in volta narrate ne creano il quadro di fondo con completezza – su tutte, il forfait dalla sua prima regia. Parte del suo problema sta nel desiderio carnale, che però viene esplicitato con inutile dovizia di particolari. Ciononostante viene mantenuto un tono da commedia agrodolce, lasciando quindi il dramma (la sua condizione e la rottura delle storie) ai margini.

Il carattere lunatico di Tommaso lo porta a pensare che nessuna donna sia adatta a lui (quindi a donargli la felicità e un figlio), quando invece il punto è lui stesso; la giovane Sonia, forte e positiva, è l’’unica in grado di tenergli testa e lo trasforma da cacciatore a vittima, rifiutando la sua proposta di fidanzamento. Nella sua sfacciataggine e menefreghismo (che la rendono davvero divertente), mette a nudo il bisogno di Tommaso di ritrovarsi per poi ricominciare.

Kim Rossi Stuart si dimostra un autore con una scrittura semplice e perspicace, che nonostante alcune scelte azzardate riesce a raccontare l’’immaturità di un uomo con l’’impegno leggero della commedia.