su re

Su Re – Giovanni Columbu

Dopo essere stato in concorso all’ultimo Torino Film Festival, un bel momento di cinema italiano del 2012 sbarca a Rotterdam. L'operazione che Columbu compie in Su Re è molto particolare. Attraverso i quattro vangeli l’autore sardo cerca di ricostruire, umanamente e simbolicamente, le ultime ore della vita di Cristo, la sua ascesa verso il patibolo e il suo sacrificio.

L’impianto visivo è affascinante e particolarissimo, le nubi si addensano, le figure vivono solamente attraverso il contrasto tra luci ed ombre. La macchina da presa pare soffrire nel suo movimento continuo a descrivere gli ampi spazi che definiscono il reale sottostante. Allo stesso modo, l’audio potentissimo, e le parole dialettali spesso incomprensibile aiutano a definire ed incapsulare qual momento. Poi la lunghissima soggettiva del Cristo morente che guarda il mondo e sua madre, con l’unico commento musicale del film, splendido, lasciato ad Arvo Pärt.

E’ senza dubbio un film ostico ma allo stesso modo estremamente espressivo ed emozionante. Vicino ma allo stesso tempo lontano dal Pasolini de Il Vangelo secondo Matteo, e distantissimo dalla patina hollywoodiana de L'ultima tentazione di Cristo di Scorsese. Columbu sceglie Fiorenzo Mattu come interprete del Cristo, riconoscibilissmo e straniante nei continui scarti temporali in cui l’autore lo pone. Film in un certo senso nuovo (il che è già tantissimo) per un cinema italiano che cerca qualcosa di diverso; poteva essere anche migliore, ma va già benissimo così per un’opera prima alquanto originale.