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Occhio alla TV a Sanremo per Paper Street (Quarta Serata)

Venerdì 15 Febbario 2013, 4° Puntata:

La penultima puntata del Festival di Sanremo 2013 si apre come una puntata estiva di “teche-teche”, ovvero mettendo mano allo sterminato patrimonio culturale e storico che la Rai può vantare, le teche. Da Luciano Tajoli a Luciana Littizzetto. Una tradizione popolare che si consolida nel tempo ma che viene dal lontano 1951, ancor prima che la televisione giungesse nelle case degli italiani nel 1954. Le prime tre edizioni del Festival dal 1951 al 1953 infatti furono solamente radiofoniche.

La quarta serata di Sanremo 2013, che Fazio e lo staff autorale hanno confezionato, è nel segno del ricordo, della nostalgia di canzoni che hanno contraddistinto un’epoca e che hanno addirittura in alcuni casi subito la censura di una società borghese e ipocritamente detentrice di valori di etica e moralità, persino quando si parla di musica e quindi di arte. Due delle canzoni in gara durante questa serata, per farci un’idea, furono escluse dall’organo di censura del servizio pubblico Rai di allora, perché veniva considerata troppo sensuale la voce che le interpretava o perché magari nel testo compariva la frase ”sarò tua”.

Tornando al 2013, la coppia di fatto o meglio la “coppia disfatta” – come si definiscono loro Fazio e Littizzetto – entrano in scena, si godono un applauso più caloroso rispetto alle altre serate, e spiegano che durante la serata vedremo i Big cimentarsi nei classici della canzone sanremese e decreteremo il vincitore della sezione giovani. Al termine delle spiegazioni di rito, Fazio introduce l’elemento che rappresenta una novità nella struttura del Festival e che da anni non veniva prevista, ovvero la Giuria di Qualità. Il presidente, il grande compositore Nicola Piovani, non appare comunque entusiasta del suo ruolo. Molto più a suo agio l’ex collega dell’armata di RaiTre Serena Dandini, e poi l’etoile dell’Operà de Paris Eleonora Abbagnato, il tappabuchi Neri Marcorè e molti altri.

Le esibizioni dei big si aprono con Malika, il suo look come la sua voce sono ricercati, eleganti e mai prevedibili; si prosegue piuttosto rapidamente con Daniele Silvestri che omaggia meritatamente Lucio Dalla con l’intramontabile Piazza grande. Il pubblico in sala, inquadrato molto raramente dalla regia di questa serata, credetemi, era realmente commosso. È la volta di Annalisa ed Emma: ritorno della vincitrice 2012 Emma Marrone, che con l’energia e la grinta talvolta eccessive interpreta con la sua collega, anche lei ex “Amica di Maria”, un brano di Alice molto lontano addirittura dalla loro data di nascita, Per Elisa. Al termine Lucianina, prima di congedarle, le chiede di salutarle Maria.

Marta sui tubi sono i successivi ad esibirsi e hanno avuto il merito molto apprezzato dalla critica di riportare sul palco dell’Ariston Antonella Ruggero, e i suoi arpeggi vocali da soprano leggero, per il brano Nessuno. Privo di significato storico e per certi versi irritante, il siparietto che ricordava l’incommentabile conduzione del Festival di Sanremo del 1989 che era stata affidata – non si comprende ancora per quale congiunzione astrale – ai cosiddetti “figli di” quali la figlia di Celentano, la sorella di Bosè, il figlio di Anthony Quinn e il figlio di Tognazzi. Fazio, questa ce la potevi risparmiare. Chiuso il capitolo, le performance riprendono senza interruzioni. Gualazzi con Luce di Elisa, i Modà, che scelgono una delle più conosciute canzoni del panorama musicale italiano, Io Che Non Vivo di Pino Donaggio, per ripartire con Cristicchi che omaggia il grande cantautore Sergio Endrigo.

“Lucianina dov’è finita”, ci si chiede? “Eccola!” esclama il pubblico, e le risate ripartono. Per l’occasione la Littizzetto si è trasformata in un improvvisata Caterina Caselli con il mitico caschetto biondo, che ha però in realtà, un non sò che di Beatles. Dopo aver rivolto un appello alla Caselli per non chiederle i danni, Fabio annuncia Simona Molinari, che con il suo compagno musicale Peter Cincotti canteranno Tua. Maria Nazionale, l’interprete del capolavoro Gomorra, decide di esibirsi con una delle canzoni più ricordate, vittoriosa a Sanremo nel 1988 con Massimo Ranieri, Perdere l’amore.

Questo primo giro di note si conclude con la commozione e le lacrime di Mengoni al termine della sua interpretazione di Ciao Amore Ciao di Tenco e Dalida, nel ricordo di un tragico Sanremo del 1967 dove proprio in uno degli alberghi adiacenti all’Ariston il cantautore piemontese si tolse la vita.

Il week wall riscende. Fazio torna alle sue origini artistiche, quando non era considerato un esponente dell’intellettualismo televisivo ma semplicemente un imitatore da varietà. Parte un rvm nel ricordo di Mike Bongiorno. Fabio spiega a Luciana che si allontanerà dal palco per raggiungere l’esterno del teatro, dove Daniela Bongiorno con i figli lo stanno attendendo con tanto di folla, autorità, polizia e banda musicale per scoprire ed inaugurare la statua dedicata al conduttore che l’amministrazione di Sanremo e la Rai hanno fortemente voluto.

Dopo il doveroso tributo ad una colonna della tv italiana (con ben 12 conduzioni del Festival alle spalle), al grido di “Allegria!”, Lucianina si gira verso l’orchestra e trova sul palco Rocco Siffredi. Dal sacro al profano.
Chi avrebbe potuto scegliere il pornodivo più famoso di Italia per esibirsi nella kermesse canora più istituzionale del paese, se non Elio? Proprio Elio e Le Storie Tese, infatti. Molto fedele all’originale e d’impatto, l’esecuzione di Ma Che Freddo Fa di Nada interpretata da Max Gazzè.

Le esibizioni si interrompono nuovamente, per lasciar spazio ad un altro tributo. Questa volta il premiato è vivo. Se Mike ne ha condotti 12, con questa apparizione lui lo batte, arrivando a 14: Pippo Baudo. Pippo appare stanco e anche vagamente polemico con la Rai, ma non con i conduttori che ringrazia appena entrato. Da subito scattano i meccanismi di comicità ed ironia di un vero trio. Si ironizza sullo storico bacio tra Luciana e Baudo nel Sanremo di qualche anno fa, si sottopone al gioco delle differenze con Fabio, e si contende con lui Lucianina, dedicandole una canzone d’amore. Nell’appello finale Pippo ringrazia per il premio alla carriera, ma sottolinea che la tv è la sua vita e vorrebbe continuare a farla, bene ed educata (frecciatina ai dirigenti Rai).

La vincitrice di X Factor, Chiara, con la sua suadente e delicata vocalità serve a far tornare il pubblico nell’atmosfera della musica. La canzone scelta è Almeno Tu Nell’Universo di Mia Martini. Si prosegue e si conclude con l’esibizione degli Almamegretta privati del loro leader, che essendosi da poco convertito all’ebraismo, nel venerdì dello Sabbath ebraico, decide di non esibirsi. Originale però la scelta di contaminare con ritmi reggae e rap un classico come il Ragazzo della Via Gluck.

Tirando le fila di una serata che è si dilungata forse eccessivamente, altro ospite d’eccezione da ricordare ogni qualvolta si parla di note, suoni e musica, è Stefano Bollani, che oltre ad essere un maestro indiscusso e geniale del pianoforte e di tutti i suoi aspetti, riesce a coniugare la complessità e il valore della musica, facendone apprezzare anche aspetti più ludici e divertenti. Ultimo super ospite: Gaetano Veloso. Ben oltre la mezzanotte. Esecuzione delicata, talmente delicata da conciliare quasi il sonno che stava impossessandosi di gran parte della platea. In conclusione: tra le imitazioni di Vespa e Gad Lerner di Neri Marcorè, il ritorno del pupazzo Rockfeller, le esibizioni dei giovani si concludono.

Sale sul palco il presidente della giuria di qualità Piovani, per le premiazioni:
“Vince il premio della critica Mia Martini”: Sergio Rubino
“Vince il premio come miglioro testo”: il Cile
“Vince Sanremo giovani 2013”: Antonio Maggio
A proposito, Antonio Maggio sarà mica un ex concorrente di un talent…? Ebbene si un un ex concorrente di XFactor. E ci risiamo. Sulle note della canzone vincitrice Mi Servirebbe Sapere scorrono i titoli di coda e cala il sipario, alla soglia delle ore 00:53. A domani, per commentare la finalissima della 63esima edizione del Festival della Canzone.