Much Loved - Nabil Ayouch

Much Loved – Nabil Ayouch

Censuratissimo in patria in quanto reputato offensivo verso la società, tanto che il regista Nabil Ayouch e gli attori hanno ricevuto minacce, Much Loved è stato presentato all’ultimo Festival del cinema di Cannes durante la Quinzaine des Réalisateurs. Il film ci cala nella vita di quattro ragazze di Marrakech che per guadagnarsi da vivere si prostituiscono per ricchi sauditi. Oltre a ciò, ognuna di loro ha una storia problematica: Noha è ripudiata dalla famiglia per ciò che fa, Soukaina si innamora di un cliente che poi le fa violenza, Randa deve affrontare un’omosessualità latente e Hlima si vede interrompere la gravidanza.

Essenzialmente si tratta di un racconto descrittivo: varie vicende che compongono il breve tratto di vita delle ragazze, al fine di descriverne la quotidianità a livello più generale. Se a livello narrativo il film è del tutto nella media (per quanto di buona fattura registica e recitativa), emerge in modo lampante l’intento di denuncia, con la potenza di un documentario. Le ragazze sono vittime di una trappola sociale paradossale: nonostante siano costrette a fare ciò che fanno data la mancanza di possibilità a disposizione delle donne, la società stessa le denigra e le isola. Di conseguenza, tutto ciò che hanno sono loro stesse, la loro amicizia e tanta forza di volontà.

Sono quindi le sequenze che le vedono coinvolte singolarmente a colpire maggiormente (la rappresentazione della loro “attività” è piuttosto insistita, anche se ben girata): ad esempio Noha che chiede umilmente a sua figlia come va la scuola, Soukaina che piomba improvvisamente nell’incubo della violenza sessuale, o ancora le ragazze che guardano con aria stanca un’arida Marrakesh dal finestrino di un’auto. Fa effetto l'alternarsi di questo stato d'animo alla goliardia obbligata richiesta dal loro mestiere.

Much Loved parla di una realtà ai più sconosciuta, che non sarebbe dovuta rimanere tale; forse è per questo motivo che grandi personalità cinematografiche francesi come i fratelli Dardenne e Costa-Gavras hanno lanciato un appello di solidarietà agli attori e al regista di questo film.