ma ma penelope cruz

Ma Ma – Tutto andrà bene – Julio Medem

Magda (Penélope Cruz), insegnante in una scuola elementare di Madrid, è rimasta improvvisamente disoccupata a causa della crisi economica in Spagna. Con il cuore spezzato dopo essere stata abbandonata dal marito, professore di filosofia all’Università, andato a trascorrere l’estate con la sua giovane amante, la donna viene colpita da un’altra tragica notizia quando le viene diagnosticato un cancro al seno al terzo stadio. Con un figlio adolescente, Dani, del quale deve prendersi cura, la donna sembra trovare la forza per andare avanti grazie ad Arturo (Luis Tosar), talent-scout del Real Madrid incontrato proprio durante una partita del figlio. Anche l’uomo, dopo aver visto la sua vita sgretolarsi davanti agli occhi, avendo perso moglie e figlia a seguito di un incidente stradale, trova in Magda un’ancora di salvezza e conforto alla quale aggrapparsi per non finire risucchiato nel dramma che ha sconvolto la propria esistenza.

Dopo essere stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival 2015, e aver ottenuto un grande successo di critica e pubblico in Spagna, coronato da tre nomination alla trentesima edizione dei premi Goya (Miglior Attrice, Miglior Trucco e Miglior Colonna Sonora Originale) l’ultimo lungometraggio di Julio Medem, Ma Ma sbarca nella sezione Biografilm Europa, alla dodicesima edizione del Biografilm Festival.

Il regista spagnolo, autore di Gli amori del circolo polare (1998) e Lucia y el sexo (2001) riesce a trovare il giusto equilibrio tra tragedia e realismo magico, dolore e leggerezza, pietas e ironia, evitando di far percorrere al proprio racconto eclusivamente i binari di una drammaticità che avrebbe reso l’intero insieme davvero difficile da digerire. Il film è certamente sorretto dall’interpretazione dei suoi protagonisti, tra cui giganteggia Penélope Cruz, qui anche in veste di produttrice. L’attrice premio Oscar si mette a nudo mostrando la forza e l’energia di una donna che sembrava aver perso tutto, ma che riacquista stimoli ed energie grazie alla propria tenacia e determinazione. Una portentosa scarica di vitalità e solarità che dà respiro e calore ad un ambiente asettico e neutro come quello dell’ospedale, dove si svolge la maggior parte della narrazione, il cui tenue rigore dominato da colori freddi è accentuato magistralmente da un incredibile lavoro del direttore della fotografia Kiko de la Rica.

I due protagonisti sono due persone sempre in bilico tra la parte buona e cattiva della statistica, quella della malattia, così come delle relazioni stesse. Chi si affida pregando Dio ogni sera come Arturo e chi invece, come Magda, trova rifugio nelle piccole soddisfazioni quotidiane rese quasi insormontabili dall’acuirsi della malattia e dal ciclo della chemioterapia. Una figura uscita ancora più forte dalle avversità affrontate, la cui anima sopravviverà manifestandosi negli occhi innocenti di una bambina frutto di un miracolo divino oppure di un semplice desiderio espresso da una donna che andando oltre il valore della propria vita capisce l’importanza che all’interno di questa hanno ricoperto quelle dei propri affetti.