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Lo chiamavano Jeeg Robot –Gabriele Mainetti

Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria) entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio.

Il genere “supereroistico” rappresenta la sfida più complessa e pericolosa. Fare un buon film di supereroi deve significare obbligatoriamente originalità, perché il rischio di scadere in un’imitazione è dietro l’angolo. Qui non si tratta, infatti, delle avventure di un superuomo in calzamaglia, ma di personaggi in carne e ossa, ricchi di fragilità, che trascinano lo spettatore in un film che, lentamente, si snoda in una favola urbana fatta di superpoteri. Tra gli ingredienti del film però c’è anche l’amore, quello che redime anche quando arriva da una ragazza “un po’ lenta”. Luca Marinelli con matita nera agli occhi che canta Un’emozione da poco di Anna Oxa davanti a dei camorristi e Claudio Santamaria che salva il derby Roma-Lazio grazie ai super poteri, bastano a convincere che Lo chiamavano Jeeg Robot è un film da non perdere.

Gabriele Mainetti, qui nel suo primo lungometraggio dopo una serie di cortometraggi apprezzati da critica e festival sparsi in tutto il mondo – basti pensare al suo ultimo cortometraggio, Tiger Boy (2012), che ha ottenuto diversi riconoscimenti in Italia e all’estero, tra cui un posto nella shortlist, per la Nomination all’Oscar – categoria “Live action short” – riesce a convincere anche nel non prendersi mai troppo sul serio; assaporare poi gli anni Settanta con le canzoni e i rimandi a un cartone animato che ha segnato un’epoca rendono il tutto divertente e spassosissimo.

La scrittura è riuscitissima e osa nel realizzare un film di puro intrattenimento e azione, un film alla moda e al tempo stesso originale all’interno del sistema italiano. Lo spirito indipendente, con dei buoni e necessari effetti speciali, e i due nomi già citati di buon richiamo, con sparatorie, bombe, risse e suspense, fanno pensare a un qualcosa che sembra un miraggio, almeno fino a ieri, nel panorama italiano; oggi invece è realtà e statene tranquilli, il passaparola vincerà!