Infinitely Polar Bear

Infinitely Polar Bear – Maya Forbes

Approda al trentaduesimo Torino Film Festiva nella sezione Festa Mobile Infinitely Polar Bear, il debutto cinematografico della scrittrice e sceneggiatrice Maya Forbes (co-sceneggiatrice di Mostri contro Alieni e The Rocker).

Fine anni Settanta. Boston. Cameron (un toccante Mark Ruffalo) e Maggie Stuart (Zoe Saldana) sono una coppia sposata con due figlie: Faith (Ashley Aufderheide) e Amelia (Imogene Wolodarsky, figlia della regista Maya Forbes). Entrambi hanno frequentato scuole di prim’ordine e per le figlie vorrebbero lo stesso. Anche se non vivono più insieme a causa di un disturbo maniaco-depressivo bipolare (il titolo infatti gioca sul fraintendimento della parola “bipolar” da parte delle figlie) di cui soffre Cam e che gli impedisce di trovare un lavoro, i due tentano in ogni modo di creare una ambiente confortevole e pacifico per la crescita delle due figlie. Maggie, stanca di un lavoro malpagato, decide quindi di accettare una borsa di studio per un master in business offertagli da un’università di New York che le permetterà di trovare un lavoro migliore e assicurare alle figlie un’istruzione alla loro altezza. Toccherà quindi all’amorevole quanto sconclusionato Cam prendersi cura delle sua adorata progenie per diciotto mesi, in assenza della madre, cercando di superare le sue insicurezze e ossessioni.

Questa commedia dolceamara, ispirata all’infanzia della regista, è un ritratto tenero e disincantato di una famiglia fuori dagli schemi e di un padre instabile ma pronto a tutto per la felicità delle figlie. Tutto il cast dà prova di una grande compattezza e ritmo (grazie anche ai dialoghi spediti e divertenti), in particolare si crea una grande chimica tra Mark Ruffalo e le due piccole attrici. Un Mark Ruffalo che con grande maestria interpretativa riesce a catapultarci nel caotico e sempre-in-movimento mondo di Cameron Stuart – squattrinato seppur di sangue blu – legatissimo alle figlie e privo di quei freni inibitori necessari al vivere civile che lo renderanno ingombrante e invadente agli occhi degli estranei (perseguita la vicina cercando di rendersi utile, infastidisce gli amici delle sue figlie e cammina per strada con solo l’accappatoio e i boxer). Fin da subito, da questa condivisione degli spazi forzata, nascerà un rapporto di amore-odio tra Cam e le sue ragazze e molti saranno i momenti di sregolatezza e irresponsabilità che lo porteranno a cedere e a inabissarsi nel profondo abisso dei suoi problemi e della sua follia, ma l’infinito amore nei confronti delle sue bambine diventerà la sua ancora di salvezza in un mare di “confusione mentale”.

Maya Forbes, attraverso una sceneggiatura fresca e brillante, è riuscita a tratteggiare con grande sensibilità ed ironia, le molteplici sfaccettature di un “padre ancora in fase di formazione” e ad offrirci una commedia commovente e piena di humor (fantastica la scena che omaggia Shining di Stanley Kubrick in cui le bambine allineate in fondo al corridoio attendono il padre uscito di casa nel cuore della notte), senza cadere in banalità e luoghi comuni tipici di questa delicata tematica. Insomma, una commedia a tratti malinconica sul complesso amore tra padri e figlie e sulla crescita. Una crescita che non sempre riguarda solo i più piccoli.