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Il nuovo volto del Medimex

Da salone d’innovazione musicale a festival con Tricky, Slowdive e Iggy Pop

Il Medimex cambia rotta, e questa “Special Edition” estiva fa sicuramente registrare un distacco netto con le precedenti edizioni. Da ottobre si passa a giugno, ma soprattutto, dalla Fiera del Levante di Bari – sede storica della manifestazione – ci si sposta nelle piazze, nelle librerie e nei parchi situati nel cuore del capoluogo pugliese, luoghi selezionati per donare alla popolazione showcase, concerti, incontri d’autore, mostre e proiezioni. Tutto (o quasi) gratuitamente. Il nuovo coordinatore di Puglia Sounds e direttore artistico del Medimex – Cesare Veronico – ha dunque trasformato il salone d’innovazione musicale più grande d’Italia – ideato dal suo predecessore, Antonio Princigalliin un vero e proprio festival. E certamente, per realizzarlo, l’investimento monetario non è stato esiguo.

Ora. Le finalità principali delle scorse edizioni erano di fornire visibilità ai musicisti pugliesi stimolando la partecipazione di operatori del settore e direttori artistici di importanti festival nazionali e internazionali. Certo, anche in questa edizione le esibizioni degli artisti “di casa” ci sono state, così come c’è stata la partecipazione di operatori, stampa e direttori artistici, ma senza dubbio non in egual misura rispetto agli scorsi anni. Servirà del tempo per comprendere i reali benefici di questa “Special Edition” sulla musica pugliese, così come ne servirà per capire quanto influirà e che effetto avrà l’ingente somma di denaro sborsata per il Medimex sugli altri festival musicali cittadini e di provincia.

Ma, rimanendo più in superficie, se l’intento era di creare un festival che attirasse un cospicuo numero di spettatori, l’operazione è stata un vero successo. Pro e contro, sono sempre assieme. Ed è certamente curioso notare come al lato del main stage situato in Piazza Prefettura, tra la folla festante ed estasiata, si possa ammirare il prestigioso Teatro Piccinni, edificio ormai chiuso da anni. Pro e contro, tornano sempre. Meglio passare ai live principali di Piazza Prefettura.

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L’apertura è affidata a Tricky e agli Slowdive, due live chirurgici, con il trip hop elettronico del primo che ben si sposa e completa allo shoegaze dei secondi. L’atmosfera cupa e l’inconfondibile, conturbante voce del musicista di Bristol – ormai di casa a Bari – sono stati i tratti distintivi di una performance più quieta e composta rispetto agli standard cui ci aveva abituati negli scorsi anni, culminata con la presentazione del nuovo singolo, The Only Way. Un cambio di registro parziale, come quello che ha coinvolto la storica band shoegaze degli Slowdive, tornati alla ribalta con il nuovo, omonimo album pubblicato a venti anni di distanza dal precedente. E sembra che il pubblico barese abbia apprezzato proprio i nuovi brani – più orientati verso il dream pop – rispetto agli storici Alison, Catch the Breeze o Crazy for You, lasciandosi contagiare dai nuovi accordi di chitarra e dalle voci di Neil Halstead e Rachel Goswell.

Ma il grande, attesissimo protagonista del Medimex lo ammiriamo il giorno dopo: Iggy Pop, nell’unica data italiana del suo tour internazionale. Quando si pensa al musicista statunitense non può non venire in mente il celebre scatto che lo ritrae in compagnia di Lou Reed, icona underground e David Bowie, compagno di mille disintossicazioni. Bene, se ci fosse stata una scommessa su chi dei tre ci avrebbe abbandonato per primo, quasi certamente la quotazione più bassa sarebbe stata assegnata all’Iguana. E invece, mentre i due “compari” hanno lasciato un incolmabile vuoto nella scena musicale, ecco lì il biondo, zoppicante ma non dolente cantante ex Stooges calcare il palco con tutta la sua decadente bellezza musicale e fisica. Nude and Rude, recitava il titolo di una delle sue raccolte discografiche, e così è stato lo show – durato quasi due ore – di un indomabile showman che proprio non vuole saperne di invecchiare come un normale settantenne.

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20.000 spettatori previsti, a fine concerto l’organizzazione ne conta 80.000, dato forse eccessivo. Fatto sta che si parte con i pezzi da novanta. Accordi minimali, voce ancora graffiante, consueto torso nudo, corpo mai domo ed ecco che si alternano sul palco I Wanna Be Your Dog, Gimme Danger, The Passenger e Lust for Life. Il pubblico apprezza visibilmente, e Iggy gli concede momenti più intimi in cui si avvinghia al microfono (I’m Sick of You) e altri in cui scende nel sottopalco a suonare la carica (Search and Destroy). Il concerto sembra chiudersi con Mass Production, ma è solo un falso allarme. Tornerà sul palco per altri due encore con mano appoggiata sul fianco e sguardo di sfida, come a dire «ne volete ancora?». E lui, instancabile e inesauribile, ne ha ancora. Eccome se ne ha. Citiamo No Fun e Real Wild Child (Wild One) su tutte. Termina, questa volta davvero, con Loose, ponendo il sigillo su un indimenticabile concerto che ha chiuso sdraiandosi a terra, stanco morto ma con lo sguardo ancora vispo. E chi lo ammazza a questo?

Piazza Prefettura, Bari – 9 e 10 giugno 2017