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El Ciudadano Ilustre – Gaston Duprat, Mariano Cohn

Co-diretto dagli argentini Gaston Duprat e Mariano Cohn e sceneggiato da Andrés Duprat, Il cittadino illustre è una strepitosa satira che ci dimostra come una prosa semplice è chiara può essere sovversiva.

Il terrore di Daniel Mantovani (Oscar Martinez) onorato con il premio Nobel per la Letteratura è che un Premio Istituzionale ti possa far diventare una statua: in marmo al centro di una piazza o borghese, paralizzato su di una sedia intorno ad un tavolo in qualche cena pubblica. «Dio non voglia che io vinca quel premio, perché diventerei parte di una lista» affermava con enfasi Borges, scrittore a cui l’’accademia di Svezia ha detto no. Cinque anni dopo la premiazione lo scrittore vive in una lussuosa villa a Barcellona, divenuto ormai un’’artista comodo, che sembra accontentarsi della realtà, accettando il mondo così come è senza mettere in discussione nulla.

il cittadino illustre

Dopo aver rifiutato gli inviti più prestigiosi sceglie di accettare la nomina di Cittadino Onorario dell’’isolata città di Sales, luogo topico della sua opera, da cui è fuggito d’’adolescente. Ma andare non è smettere di esserci. Accolto come un eroe, il premio Nobel vagherà come uno sguardo senza occhi nel paesino, rivivendo luoghi che pensava appartenere soltanto alla memoria e incontrando un’infinità di personaggi bizzarri tra cui intellettuali grotteschi, gaucho rissosi e studentesse universitarie che si comportano come groupie oscene e senza limiti.

La democrazia e la felicità creano letteratura mediocre? Ȓ possibile ritrovare realmente se stessi? Sono alcune delle tante domande presenti in una sceneggiatura mai banale che stupisce per la profondità delle tematiche affrontate e la genialità dei dialoghi capaci di far ridere e riflettere allo stesso tempo.

I registi sono dei brillanti osservatori della commedia umana che riescono a far ridere di personaggi sulla carta oscuri e cerebrali come Daniel Mantovani: a fine della sua avventura creativa, lo scrittore è un uomo egocentrico, autoreferenziale, narcisista e vanitoso. Quello che per lui è poco per gli altri è tutto. Al vetriolo la caricatura sul pueblo di Sales, descritto come ipocrita, orgoglioso della sua ignoranza e pronto alla lotta solo per mantenere la sua tranquillità. Spiazzante e misteriosa la citazione in coda di Nietzsche: «La realtà non esiste. Non ci sono fatti ma interpretazioni».