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I cavalieri dello Zodiaco – La leggenda del Grande Tempio – Kei’ichi Sato

Se sono gli anni Ottanta quel che volete da I cavalieri dello zodiaco – La leggenda del Grande Tempio dovreste saperlo da subito che non è ciò che Kei’ichi Sato ha intenzione di fare. Se è la nostalgia a spingervi in sala, dovreste saperlo da subito che non è nella CGI che troverete la vostra infanzia. Se infine è un solido e duro film di approfondimento quello che volete, dovreste saperlo da subito che produzioni di questo stampo hanno come target adolescenti che poco o niente conoscono in merito alla saga originale. Così, quello che avrete, fate meglio a saperlo da subito, è un prodotto strano e poco classificabile.

È un film divertente? È action? È caos. Caos forse non è la parola più adatta, ma è la prima che viene in mente. Il film è un collage di situazioni e vicende che sembrano non trovare alcuna conclusione durante lo svolgimento – la velata conferma che ci sarà un seguito. Ragionando nei termini della saga de I Cavalieri dello Zodiaco, c’’è innanzitutto da ricordare che si tratta di una serie atipica, unica nel suo mescolare astrologia e mitologia greca. I novanta minuti di questo film semplicemente non sono sufficienti a riassumere i 73 episodi originali. Perciò, nonostante la prima parte introduca la storia e i personaggi principali in maniera accettabile (seppur affrettata), nella seconda parte la trama si fa confusa e pasticciata. Persino chi è cresciuto guardando I Cavalieri dello Zodiaco su Junior Tv, o successivamente su Italia Uno, farà fatica a seguire alcuni passaggi del film – figuriamoci chi la serie originale non ha mai avuto modo di vederla.

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In poche parole: prendete i ragionamenti del primo paragrafo, sottraete quelli del secondo e del terzo, il risultato è una pellicola emotivamente debole. Con buona pace di tutti quelli che pensavano questo fosse il film più atteso per gennaio 2015. Così vanno le cose di questi tempi: di colpo arriva un lungometraggio basato su un anime degli anni Ottanta, e l’’idea ci sembra interessante. E lo sembra, ma di base, non lo è.

Vi chiederete allora se per questo film valga la pena girare in macchina cercando parcheggio al multisala. Presto detto. La risposta va ricercata nei videogiochi, nelle action figures, nei diari scolastici, negli zainetti e nei costumi di carnevale legati alla serie. Che quest’’opera sia una mera operazione commerciale al limite del morboso probabilmente lo sapete già. Non è solo quello, ma più che altro sì. I cavalieri dello zodiaco – La leggenda del Grande Tempio è anche un film di combattimenti. Un film di combattimenti realizzato interamente al computer. Un’’opera dozzinale, il cui unico obiettivo è quello di avvicinare i più giovani al mondo di Pegasus e Andromeda, creando una nuova mitologia.

Finita la visione, tende a sfumare via come succede con le cose più leggere, come un’euforia da videogame che svanisce appena si esce a prendere una boccata d’’aria. Io non ho vissuto gli anni d’’oro del Grande Real. Né quelli di Happy Days e manco quelli di Ralph Malph. Però ho vissuto gli anni dei Cavalieri dello Zodiaco. E questo film è, purtroppo, la conseguenza degli anni frivoli e chiassosi che sono venuti dopo.