chappie yolandi visser

Humandroid – Neill Blomkamp

Humandroid, il cui titolo originale molto più azzeccato è Chappie, è il terzo lungometraggio del regista sudafricano Neill Blomkamp, tanto affezionato alla fantascienza e alle distopie, con questo film non fa eccezione e così, in un futuro vicinissimo, il 2016, decide di ambientare la storia di Chappie, il primo robot che ha un'anima, che dunque pensa e ama come e forse più di un essere umano. Blomkamp colloca il tutto in una Johannesburg tremendamente criminale, un Sudafrica talmente violento da richiedere l’intervento di squadroni metallici in stile Robocop per fermare la criminalità. Che c'è di particolare, allora? C’è che questo Chappie è un robot tenero, ingenuo come un neonato, ma in grado di apprendere velocissimamente tutto quello che gli viene insegnato. E c'è anche il fatto che a svezzarlo non è mica il suo ingegnoso creatore, ma una squadra di gangster locali, brutti, sporchi e cattivi. Il loro stile di vita al di fuori della legge viene fatto calzare all'ingenuo robot che ha solo cinque giorni di tempo prima di morire e spegnersi per sempre.

humandroid poster

Neill Blomkamp è restio a trovarsi idee e collaboratori nuovi: così come aveva fatto per District 9, riprende un lavoro di gioventù, un cortometraggio intitolato Tetra Vaal, e insieme alla sua sceneggiatrice di fiducia Teri Tatchell, crea il mondo di Chappie, che se tutto dovesse andar bene potrebbe perfino essere una trilogia. Nei panni del divertente robot troviamo un altro collaboratore di lunga data, Sharlito Copley, parte di un cast nel quale figurano anche i divi Dev Patel, Sigourney Weaver e Hugh Jackman accanto ai criminali Watkin Tudor Jones “Ninja” e Yo-Landi Vi$$er meglio conosciuti come i Die Antwoord.

Però, c'è un però enorme che aleggia su questa opera. Humandroid arriva tardivamente nei cinema. Con poca fortuna, di robot, oggi, se ne vedono parecchi sul grande schermo: gli esplosivi Transformers in prima fila, il poliziotto robotico per eccellenza Robocop (che tra le altre cose ha perfino avuto un reboot proprio lo scorso anno), i robot lottatori di Real Steel (al cui comando c'era lo stesso Hugh Jackman), il fortunato vincitore dell'ultima edizione degli oscar Big Hero 6. Questi solo per citare i più famosi e i più recenti. A causa di tutti questi vicini precedenti, la storia non appare poi così originale ed è un vero peccato non potersi godere serenamente le divertenti vicende di Chappie, che dal canto suo ha un cuore enorme (si fa per dire) che ci permette di stare dalla parte dei malviventi per tutta la durata del film. Questo sì che è un buon pregio: i gangster non sono gli antagonisti.

Chappie è la versione punk, aggiornata e velocizzata de L'uomo bicentenario di Chris Columbus; un E.T. robotico (e l'aria spielberghiana si respira tutta pur non essendoci nessun bambino in azione, escluso Chappie stesso), un Robocop che fallisce nella lotta alla criminalità e che rinasce come una bomba ad orologeria di amore e buoni sentimenti. Humandroid ha tutto il potenziale per arrivare a commuovere il suo pubblico, se solo quest'ultimo non fosse distratto da tutto quel placement di prodotti Sony che imperversa nelle due ore del film, nascosto come un Apple Store tra le casette di un villaggio Amish dell'Ohio.