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Green Day @ Mediolanum Forum Milano

È opinione piuttosto comune che per poter apprezzare un concerto si debba per forza essere prima di tutto interessati alla musica di chi suona. In realtà non è sempre così. Ci sono volte in cui la spettacolarità dell’’evento arriva ad eclissare questo elemento generalmente fondamentale, al punto che persino il detrattore più convinto – se obiettivo – non potrà non riconoscere le capacità artistiche di quel particolare musicista. È il caso dei Green Day, la band californiana che calca le scene mondiali da ormai quasi vent’anni, ma che solo negli ultimi tempi ha attirato le attenzioni del grande pubblico e della critica, grazie alla maturità musicale raggiunta con l’’album American Idiot” e il più recente “21st Century Breakdown”.

La prova delle qualità musicali e sceniche dei Green Day è stata sotto gli occhi di tutte quelle migliaia di persone che hanno affollato il Mediolanum Forum di Milano la sera del 10 novembre. Due ore e mezza praticamente ininterrotte di spettacolo, durante il quale il trio di Oakland ha suonato non solo tutti i suoi successi più recenti, da “Know Your Enemy” a “Minority” passando per “Boulevard of Broken Dreams”, ma anche un’’inaspettata serie di suoi pezzi storici, andando persino a rispolverare “Kerplunk!”, risalente al 1991, con “2000 Light Years Away”. Non contenti, hanno persino accennato più di un classico del rock, come “Sweet Child o’Mine” dei Guns’‘n’’Roses e “Highway to Hell” degli AC/DC, fino a un toccante medley consistente in “Stand by Me” (Ben E. King), “(I Can’’t Get No) Satisfaction” (Rolling Stone) e “Hey Jude” (The Beatles) cantato praticamente a cappella da ogni singolo spettatore insieme al frontman Billie Joe Armstrong. Un frontman che sembra essere nato proprio per fare questo mestiere, e a cui in effetti va la maggior parte del merito della buona riuscita dello show: per tutta la durata dello spettacolo ha coinvolto il pubblico in ogni modo possibile, tra cori, magliette sparate sulla folla, schizzi con un fucile ad acqua, scenette varie, e facendo persino salire alcuni spettatori sul palco, vuoi per aiutarlo in queste gag, vuoi per cantare insieme a lui. Il tutto senza mai fermarsi né creare alcun momento di silenzio: per due ore e mezza ha urlato, saltato, suonato e cantato correndo da un’’estremità all’’altra del palco, senza mai mostrare alcun segno di stanchezza né di perdita di voce. Questo non significa che gli altri membri della band siano stati meno capaci, anzi: tutti quanti hanno partecipato con entusiasmo e vitalità alla buona riuscita dello show, assecondando Billie Joe, indossando costumi, ma soprattutto suonando in maniera impeccabile.

A completare definitivamente lo spettacolo, un eccezionale utilizzo delle scenografie: non solo un enorme fondale luminoso ha trasmesso immagini di ogni tipo, ma sono stati utilizzati anche fuochi d’artificio, vere e proprie fiammate lungo tutto il palco, colpi sparati a salve ed esplosioni di coriandoli.

Insomma: un concerto veramente ben riuscito, sia dal punto di vista dell’intrattenimento che musicalmente parlando. L’’ennesima conferma di quanto i Green Day siano cresciuti tecnicamente ed artisticamente nel corso degli anni, fino ad arrivare ad essere non solo uno tra i più importanti gruppi rock dei giorni nostri, ma soprattutto una delle migliori live band in circolazione.