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Gods of Metal 2011

Grande concerto si prospettava e grande concerto è stato. Lunga l'attesa per vedere sul palco gli artisti più ambiti. Pazienza inoltre infastidita dalla pioggia che andava e veniva alternata da un caldo sole estivo. Apertura cancelli ore 10.30. Dalle 12 alle 16.30 i gruppi introduttivi hanno provato ad accendere gli animi dei, fino a quel momento, pochi metallari presenti.

Tra tutti quelli che hanno suonato per primi sono da menzionare gli Epica solo per la bellissima voce della cantante di chiara matrice lirica. Il resto ci ha lasciato alquanto dubbiosi. Così come Duff McKagan, ex bassista dei Guns'n'Roses, ma ormai neanche lontanamente un Gunners, non riuscendo completamente ad attirare l'attenzione ci ha provato con la ballad So fine del suo ex gruppo, ma con 20 kg in meno e 20 anni in più i risultati non sono stati particolarmente brillanti.

Alle 16.30 il piazzale dell'arena concerti comincia a riempirsi. Sul palco cala lo striscione con scritto Mr Big. La gente si scalda. L'età dei presenti sale. Come quella degli artisti che stanno per fare il loro ingresso. In pochi minuti si torna indietro fino alla fine degli anni '80. Un'ora e mezza di metal in puro stile glam. I capelli non sono più lunghi e cotonati, ma l'energia e la carica trasmessa è sempre la stessa. Il meglio deve ancora arrivare.

Passa ancora mezz'ora prima che gli addetti ai lavori smontino gli strumenti e preparino il set successivo. Finita l’attesa quasi estenuante, quando ormai il piazzale si è quasi completamente riempito, fanno il loro ingresso gli Europe! Vi starete chiedendo: “ma cosa ci fanno gli Europe con la ballad Carrie e la famosa e melodica The Final Countdown al Gods of metal?” Beh, se avete ascoltato tutte le altri canzoni del gruppo vi sarete già risposti da soli. Metal allo stato puro. Grande energia e presenza scenica intervallata da “guitar solo” e improvvisazioni elettrizzanti.

Da Rock the night, a Superstitius, passando per Start from the Dark e Wings of Tomorrow, la banda di Joey Tempest, con i capelli un po’ più corti ma con un sorriso a 32 denti, sono riusciti a convincere anche i più scettici di non essere solo una band glam metal commerciale. Acclamatissimo dal pubblico il vecchio Joey non è riuscito a salutare i suoi fans in quanto i fonici del festival, molto rigorosi, appena finita l’ultima canzone, hanno staccato il microfono lasciandolo a bocca asciutta.

La gente continua ad arrivare, molti si presentano in camicia, appena usciti dal lavoro, ma la band che sta per arrivare non dà tempo di andare a casa per presentarsi “in divisa”. Stanno per arrivare i Whitesnake, David Coverdale, frontman e leader del gruppo da più di 25 anni, dopo aver fondato e lasciato i Deep Purple, fa il suo ingresso. 60 anni e non sentirli.

Tutti i più grandi successi, con qualche inedito dell'ultimo album appena uscito, danno la definitiva carica alla platea ormai scaldata che occupa ogni spazio lasciato vuoto. Quasi due ore di classico hard rock cantato e ballato da tutti. Vecchi e giovani. Grande la prova del batterista, giovane new entry, ma perfettamente sintonizzato con gli altri compagni. Pura carica metallara il suo “drum solo”. Forse anche un po' troppo lungo, evidentemente per ridare ossigeno a Coverdale.

Tutti i gruppi sul palco, in modo crescente di importanza, a fare da riscaldamento per i veri heardliner, i Judas Priest. I veri inventori del metal stanno riproponendo in questi mesi il loro primo tour di circa 40 anni fa: l'Epitath tour. Dopo di che poseranno gli strumenti per godersi i frutti di quasi mezzo secolo di puro e fantastico heavy metal. Grande presenza scenica, grande coreografia, grande musica, grande voce, grandissimo il pubblico. Si capisce perfettamente che loro sono gli indiscussi padroni. «The metal’s gods are come back at Gods of metal». Rob Halford said. E nonostante I gruppi del metal moderno facciano di tutto per avvicinarsi, anche con nuovi stili quali il crossover, non si può fare a meno di guardarsi indietro nel tempo e dire: niente di tutto ciò che è stato fatto potrà essere al momento raggiunto. E finché questi gruppi esisteranno e avranno ancora la forza di fare nuovi album, vedi Europe e Whitesnake, ma anche altri, le nuove generazioni si dovranno per forza di cose accodare e imparare.