GIORGIA

Giorgia @ Udine

Una voce cristallina, capace di un’estensione che tocca vette quasi impossibili da raggiungere; siamo al cospetto di un’artista che fa del perfezionismo il suo cavallo di battaglia e del professionismo una bandiera.

La signora Giorgia Todrani, in arte Giorgia, è un folletto minuto e dall’aspetto fragile capace di travolgere con un’inaspettata grinta e una dose di energia assolutamente invidiabili. Simpatica e solare, non si fa mancare alcuni siparietti interlocutori e genuini che vanno oltre il solito e ormai patetico urlo della città o, per gli stranieri meno attenti, della nazione ospitante. Si sente che la ragazza ha poco della star che “se la tira”, ma è una stella nella piena accezione del termine, che usa la conoscenza delle sue doti per esprimersi al meglio e colpire al cuore chi la sa ascoltare; la risposta del pubblico arriva piena e coinvolgente, con tutti i bimbi presenti in prima fila liberi di sognare.

Testi facili che pretendono di essere guidati dalla voce e dall’interpretazione, inni all’amore che ti si innestano sottopelle, a volte colorati di salsa funky o dance: il menù è semplice e saporitissimo, condito dall’accompagnamento di due coriste, Diana Winter e Chiara Vergati, e di una strepitosa band: Sonny Thompson (basso e voce), Mylious Johnson (batteria), Gianluca Ballarin (tastiere), Claudio Storniolo (piano) e Mike Scott (chitarre).

A dire la verità lo spettacolo non è incominciato al massimo: Giorgia esce irrigidita da un vestito che si scopre essere un enorme circuito elettrico di centinaia di lampadine rosse che disegnano un cuore. Idea simpatica, se non fosse che la resa è impoverita nei movimenti ed anche la voce della cantante mostra qualche difficoltà di troppo nell’esecuzione della sua hit “Come saprei”. Liberata da quella toga improbabile e castratrice, Giorgia riprende in mano la situazione e, canzone dopo canzone, si scalda, libera tutta la sua energia positiva e snocciola brani di una difficoltà vocale estrema con una semplicità imbarazzante, alternando lavori del suo ultimo cd “Dietro le apparenze” a tutti i suoi più grandi successi.

Un concerto riuscitissimo, fondato sulla musica più che sul companatico (luci e scenografie erano basic e concrete, asservite al mood delle canzoni, mentre le coreografie erano assenti); momenti di grandissima qualità e di rara emozione sulle note di “Di sole ed’azzurro”, “E poi” (in un pregevole duetto r’n’b con il bassista, Sonny Thompson), “Girasole”, “Gocce di memoria”, “E’ l’amore che conta” e nella “James Brown” proposta da coro e band, un momento deliziosamente anni ’70.

Una prima volta qui a Udine che i presenti porteranno nel cuore, augurandosi che possa seguirne a breve un’altra per portare chi, per un motivo o l’altro, non c’era.