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Focus – Niente è come sembra – Glenn Ficarra, John Requa

Focus – Niente è come sembra racconta di Nicky Spurgeon (Will Smith), esperto truffatore americano che recluta una giovane ragazza, Jess Barrett (Margot Robbie), l’’addestra fino a renderla sua complice alla pari e di cui, infine, si innamora perdutamente. Il film è una classica commedia romantica che, a differenza dell’’abile Nicky, fallisce miseramente nel raggiungere il suo obiettivo primario: intrattenere.

L’’ultima fatica di Glenn Ficarra e John Requa, reduci da un film decisamente riuscito quale Crazy, stupid, love – e qui anche alla sceneggiatura – è un’opera piuttosto debole e questo si nota fin dal traballante inizio. Ci si ritrova catapultati rapidamente nel mondo delle truffe, si assiste alla passerella di Will Smith che per l’occasione sfoggia tutto lo charme di cui, pur giunto all’’età di 46 anni, è ancora dotato. Inevitabilmente, però, si entra in uno spiegone interminabile, che se può essere giustificato in un film di questo genere, lo è solo nel finale. In Focus, invece, ce lo si becca fin dall’’inizio e tanti saluti al ritmo della storia che muore sul nascere. Questo momento di spiegazioni lunghissime è solo il primo di una lunga serie: ogni colpo messo a segno da Nicky ci verrà prima mostrato, poi scientificamente spiegato di modo che si possa capire bene quanto bravo è il nostro. Ma noi spettatori, nel frattempo, stiamo già beatamente dormendo sprofondati nelle poltrone.

Si resta completamente insensibili alle vicende di questo doppiogiochista, che passa dall’’essere freddo e distaccato all’’essere profondamente preso dalla sua allieva: Will Smith non riesce a sottolineare bene questo passaggio che probabilmente, nella mente dei due registi e sceneggiatori, era molto più marcato e importante. Il cast non convince: sullo schermo, Will Smith e Margot Robbie non esplodono, anzi, paiono due poli magnetici respingenti che non si attraggono nemmeno per sbaglio. La storia d’amore che sembra non debba mai avere luogo, improvvisamente prende piede fino a diventare protagonista assoluta del film, al punto da sfociare in un patetico melodramma dal finale scontato. Il più interessante, dal punto di vista cinematografico, rapporto allievo/maestro viene bruciato in pochi minuti. Sono azzeccati, moltissimo, i comprimari: divertenti figure con più o meno peso sulla storia capaci più di una volta di strappare un sorriso sincero e spesso liberatorio.

È brutto doverlo dire, ma il condimento principale dell’’insalatone di Ficarra e Requa è la noia. Non si entra mai nelle tribolazioni del protagonista, forse proprio perché queste mancano e, quando ci sono, sono poco realistiche, poco vissute, molto manieriste. Manca quella dose di visceralità, di umanità, che probabilmente tanto avrebbe giovato al film: sarebbe bastata anche una sola scena realmente fisica tra i due protagonisti a dare vigore alla vicenda. Anche se fa male, a noi spettatori, sarebbe piaciuto molto più sale per questo film insapore.