ANSA/MASSIMO PERCOSSI

#4: L’importante è crederci

Dentro la Capoccia: racconti sul primo anno di vita nella Capitale

… è quello che ci hanno sempre ripetuto no? Che è il viaggio che conta, e non la meta. Che l’importante è partecipare. Che se sei a posto con la coscienza e hai dato tutto te stesso per raggiungere un risultato, siamo a posto così. Serenità d’animo, una nuova sfida da affrontare, e via.

È così che dicono, no?

Scrivo queste righe, accingendomi a parlare di tutt’altro, mentre fuori piove. Più che una pioggia è un bombardamento costante e sottile, poetico e logorante alla Città Eterna. Tiburtina bloccata. Salaria allagata. Casilina che – rassegnata – è andata direttamente a Ostia. Scrivo al caldo rassicurante della cucina già tappezzata dai poster, ascoltando il rumore delle fresche goccioline d’acqua che vengono a scassarci la minchia senza alcun rispetto per il nostro insormontabile e microscopico arrovellarci. Penso alle pozzanghere illuminate dai lampioni del Colosseo, allo sci d’acqua ai Fori Imperiali, alle statue della fontana di Trevi che si staranno a fomenta’ come ragazzine in ascensore con Brad Pitt, o come paesanotti molisani davanti a un trattore nuovo nuovo.

A questo penso, e chissà che altro, mentre scrivo queste poche righe, accompagnato dal rumore della pioggia fina fina, come la mortadella. Mi accingo a scrivere di qualcosa, ma devo subito rinunciare: mi squilla il telefono.

“1 CHIAM. PERSA:
MARIA STELLA V.”

Una donna.
Una donna vera.
Sui cinquant’anni. Mai vista prima, la conosco grazie a quelle poche informazioni che ci sono su di lei su internet.
Una professionista del settore.
Una professionista del settore del cinema.
Sapevo che c’era una possibilità di lavorare con lei per un progetto. Lei fa la scenografa nelle serie Tv…

“Pronto?”
“Pronto! Ciao Federico, bello, sono Maria Stella V…”

“Ah salve! Come sta?”
“Bene. Ascolta, ti chiamavo perché ti volevo chiedere una cosa. Ti ricordi di quel progetto senza budget di cui ti avevo parlato qualche tempo fa?”

“Sì, certo.”
“Ecco, avremmo bisogno di trovare una location: praticamente ci servirebbe una zona dove può passare una canoa, quindi che sia profonda abbastanza. Larga – chessò – tipo un paio di metri e ovviamente isolata per poter girare la scena, ma comunque nelle vicinanze di Roma (sai, per il budget). Ecco: tu eventualmente ce la faresti a mandare un paio di foto, tipo per domani o dopodomani?”

Ecco, cara Maria Stella V.
Tu puoi cercare di mandarmi per laghi e fiumi mentre diluvia ovunque. Puoi pure cercare di convincermi a prendere la mia reflex e andarmene da solo per campagne mentre su Canale 5 Barbara D’Urso sta facendo lo speciale “Roma allagata”. Puoi chiamarmi senza che io ti abbia mai visto, senza chiedermi nemmeno come sto e chiedermi di fare tutto questo in 24 ore, e aggratis.
Per carità: puoi farlo.
Anzi, ti dirò di più: non è nemmeno poi tanto importante aspettare la mia risposta, che ti frega.

Tu credici. L’importante è quello.

#coglioneNO