Foto di scena ©FrancescaPadovan

Amleto? – Carmen Giordano | Macelleria Ettore

In un buio che non è notte né il nulla divorante della morte, crepitano passi stanchi, respiri affannati, leggende consumate. Qual è il significato della parola sussurrata nell’oscurità? Il desiderio spasmodico di scoprirlo accende un faro… che illumina il silenzio.

Amleto? è un dubbio esistenziale che si solleva flebile ma intrigante sulla scena spoglia del Teatro Argot: continuare ad “essere” Amleto o rassegnarsi a “non essere” Ofelia? Questi gli unici personaggi sopravvissuti all’originale shakespeariano, quanto basta però per interrogarsi su ciò che ancora si può dire, si può agire, si può essere. Già, perché lo spettacolo della compagnia Macelleria Ettore non ripropone la tragedia del bardo, ma il dramma di una coppia, eclissata in un rapporto incrinato dall’incubo dell’incomunicabilità; e allora si tenta di recitare l’Amleto per capire, per parlare ancora, per sfuggire alla separazione, ma lo spettro funesto della rottura incombe ogni volta e interrompe la messa in scena – la relazione.

La regista e drammaturga Carmen Giordano opera per crudele sottrazione ed eloquente minimalismo, spogliando la coppia infelice (Maura Pettorusso e Stefano Detassis) di qualunque patetismo e affidandosi al morbido disegno luci di Alice Colla, altalenante fra un buio che lascia spazio all’immaginazione e una luce che sventa ogni illusione; cedendo dunque a un dialogo interrotto che prova a sostenersi sulle parole per poi inciampare e precipitare nell’orrore di un’eco distorta chiamata ricordo d’amore.

È uno spettacolo sperimentale ricco di silenzi, di domande irrisolte, di letture possibili, che richiederebbe una seconda visione per essere abbracciato e penetrato a fondo: proprio come tenta di fare Ofelia – attrice con Amleto -attore, invano. A tratti sembra di vedere in controluce il fantasma di Eternal Sunshine of the Spotless Mind, ma l’esperimento non ha la forza creatrice dirompente di Charlie Kaufman. Ciononostante è un teatro che suscita curiosità e meriterebbe di essere coltivato.