free range

Free Range – Veiko Õunpuu

Dopo il cupo ma coinvolgente esordio di Autumn Ball, e The Temptation of St. Tony, racconto morale surreale ed espressionista, l’estone Veiko Õunpuu continua a esaminare la vita moderna e la tensione fra il conformismo richiesto dalla società e il desiderio umano di fare ciò che si vuole. Lo fa con Free Range una delle opere più interessanti del Forum all’interno dell’ultima Berlinale. Un film libero come pochi.

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Fred non approva questo mondo. Perché dovrebbe vivere qui, guidato dallo stesso potere inesorabile che non dona un minimo di senso alla sua realtà. Da allora cerca qualsiasi espediente possibile per non aver un ruolo in questa società, anzi cerca proprio di vivere di espedienti perché la società attuale per lui si merita ciò. Girovaga così per la città, non trovando il senso dei suo gesti, spinto solo dall’istinto di sopravvivenza e allontanato ancora di più dalla sua ragazza.

Il terzo lungometraggio di Veiko Õunpuu (girato in 16 mm, con la splendida colonna sonora registrata in vinile) è pieno dello stesso tremendo desiderio di libertà e indipendenza nel qui e ora come gli occhi azzurri del suo (anti)eroe. Free Range è un’opera intensamente personale (Õunpuu stesso scriveva di cinema) sospesa tra dramma sentimentale e critica alla società moderna. Più convenzionale dei precedenti film di Õunpuu, restando aperto e libero come il suo protagonista. Sono invece i momenti di acido umorismo a dare all’opera una necessaria leggerezza e un divertente contrappunto alle parti più serie. Quello di Õunpuu è un lavoro impressionante e molto interessante che sembra voler superare una cinematografia nazionale a volte statica. Un film sincero e fresco.