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Cronache dal lido #9 – Venezia 75

American Dharma – Errol Morris (Fuori Concorso)

Una combinazione di dovere, fato e destino. Questo il dharma secondo Steve Bannon, eminenza grigia della comunicazione sul web e incendiario spin-doctor della campagna presidenziale che ha portato Donald Trump alla Casa Bianca. In un serrato scambio di battute Errol Morris, tra i più grandi documentaristi del cinema contemporaneo, prova a cercare l’uomo dietro la maschera di Principe delle Tenebre che Bannon, dopo una delle elezioni più controverse della storia d’America, sembra essersi cucito addosso. Un personaggio dai tratti sfuggenti e inquietanti, campione di quel populismo di destra che attraversa molte latitudini del nostro contemporaneo, Italia compresa. Molte le domande senza risposta, che Morris consegna allo spettatore senza fornire facili tracce di lettura preconfezionate. Eccellente, in questa direzione, la scelta di accompagnare il ritratto di Bannon ad un percorso attraverso la storia del cinema americano, toccando pellicole ispiratrici della sua visione del mondo (su tutte Cielo di Fuoco di Henry King) o titoli affini a momenti della sua parabola politica (il Falstaff di Orson Welles legato al momento dell’allontanamento dalla Casa Bianca). Momenti di grande cinema dentro uno dei passaggi sicuramente più decisivi di questa Mostra.

Stefano Lorusso

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Capri-Revolution – Mario Martone (Concorso principale)

Capri-Revolution, in concorso, è il nuovo lavoro di Mario Martone e prende spunto da un fatto reale, rielaborato poi liberamente dal regista. Si tratta dell’esperienza della comune creata dal pittore Karl Diefenbach all’inizio del Novecento a Capri. Nel film di Martone siamo nel 1914, alle porte della guerra, e sull’isola campana la vita scorre lenta, lontana dalla Storia. Ci sono però delle novità che irrompono nella quieta esistenza degli isolani come irrompe la corrente elettrica nelle loro case: da una parte la comune guidata da Seybu (Reinout Scholten van Aschat), dall’altra l’arrivo del nuovo medico Carlo (Antonio Folletto). In mezzo ai due poli, l’arte e la scienza, si svolge la vita della capraia Lucia (Marianna Fontana), una ragazza che, oppressa da una mentalità chiusa e arretrata, cerca l’emancipazione. Capri-Revolution è poetico e onirico, una storia di formazione dall’atmosfera mediterranea in cui una giovane donna fa esperienza del mondo attraverso tre forze opposte: la scienza e il progresso del medico, l‘utopia fatta di arte e spiritualità della comune e infine la sua stessa origine legata alla vita arcaica di Capri. Questo incontro-scontro di tensioni diverse si muove leggero e intenso sulle note di una bellissima colonna sonora firmata da Apparat (Sascha Ring) e Philipp Thimm. Il nuovo film di Mario Martone è un'opera ricca, capace di racchiudere su un’sola piccola e montuosa un universo di personaggi, sentimenti e ideali.

Giulia Bona

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22 July – Paul Greengrass (Concorso principale)

In concorso per il Leone d’oro di quest’anno troviamo l’inspiegabile presenza di 22 July, ultima fatica di Paul Greengrass. Il film è il tragico resoconto del massacro di settantasette studenti ad Utøya, in Norvegia, ad opera del terrorista Anders Brievik. Iniziando subito con il mostrare i tragici eventi la pellicola prosegue poi con due storie parallele, la lunga convalescenza di uno dei superstiti e il procedere del processo contro l’autore della strage. Da subito discutibile la piattezza, il grigiore e l’apatia della fotografia che difficilmente potrebbe essere giustificata come scelta artistica. L’evolversi delle vicende invece che appassionare tedia, con uno sviluppo banalizzato e reso macchiettistico. Per tecnica e realizzazione degno, più che della distribuzione in sala, di un rilascio televisivo, su Netflix. Molto discutibile inoltre la scelta di far interpretare ad attori norvegesi personaggi norvegesi che tuttavia parlano inglese. Una vicenda che senza dubbio meritava un migliore adattamento.

Antonio Abbate

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