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Carpacho! – Intervista

Alessandro: Ciao Marco, iniziamo con una domanda secca: come sta il bimbo Carpacho? È in salute? Che vita fa? E i suoi componenti?

Marco: (Ride) Il Bimbo Carpacho! gode di ottima salute. Effettivamente la domanda è incredibilmente pertinente, stiamo cercando di separare sempre di più le nostre esistenze private da quella di “Carpacho!” che, al contrario di noi poveri componenti che portiamo in giro le sue canzoni, è felice, molto impegnato, ha un buon reddito ed è carico di entusiasmo per quello che il futuro potrà regalargli. Non posso dire la stessa cosa di noi suonatori… oh, si, entusiasmo ne abbiamo anche noi.

A: La cosa che, in tempi più o meno recenti, ha creato un discreto rumore attorno ai Carpacho! è l’ormai celeberrimo annuncio su e-Bay nel quale vi mettevate all’asta per un contratto discografico…e la conseguente attenzione di Repubblica. A distanza di tempo, come rivivete quell’idea?

M: Ad oggi rimane la mossa di marketing più azzeccata che ci sia mai passata per la testa, il che è anche un po’ triste a pensarci bene. Si trattava ovviamente di una provocazione, di una boutade. Gli esiti sono stati incredibili e insperati, con una sola minchiata siamo riusciti a catalizzare nuovamente l’attenzione su un gruppo che si era, stupidamente, sciolto. Quindi per rispondere alla domanda, la riviviamo come una enorme botta di culo.

A: E cosa consigliereste ad una band emergente che cerca di farsi spazio nell’indie nostrano contemporaneo? è necessaria ormai per tutti una sorta di “idea di marketing” come quella che avete avuto voi?

M: Sarebbe bello rispondere no, temo purtroppo che la risposta esatta sia sì. Ma non mi sentirei di consigliarlo a nessuno, altrimenti si fa a gara a chi fa la cazzata più grossa e la musica passa troppo in secondo piano. In questo senso, negli ultimi mesi abbiamo comunque assistito ad un fenomeno esploso proprio da mix micidiale di “buone canzoni”+”ottima idea di marketing”: I Cani. Viviamo nel’l’era dell'indicizzazione Google, tutto risponde a dei criteri di visibilità che solo dieci anni fa erano meno importanti. Ma Google qualche anno fa cadeva nel tranello dell’header della pagina con keywords farlocche… se volevi far vedere la tua pagina era buona regola mettere nel codice nascosto della pagina parole come “sex”, “britney spears naked”, etc. La musica indipendente sembra voler utilizzare gli stessi mezzi, ovviamente traslati su un altro piano…e non può durare, gli algoritmi si cambiano e le persone si stancano.

A: Ascoltando il nuovo lavoro sento una evoluzione del vostro stile con dentro echi molto retrò… nel senso, molto più retrò rispetto al tradizionale indie nostrano. Sento un suono un po’ decadente, vittoriano… un indie pop che ha quel tipo di eleganza. Direi quasi volutamente intellettuale. Pensi che abbia senso o è una mia cazzata?

M: (Ride…di nuovo) Quando abbiamo iniziato a scrivere i pezzi (scambiandoci provini per emaibb3