Barnaby Jack demonstrates an attack on two automated teller machines during the Black Hat technology conference in Las Vegas on July 28, 2010.

Morte di un hacker

Barnaby Jack è uno dei pochi hacker che hanno ricevuto stima e ammirazione da persone senza interesse verso la tecnologia

È innegabile l’influenza che esercita la rapina in banca verso l’ingegno affascinato dal lato oscuro. Così come l’idea del vincere facile affascina poi tutti. Per questo, forse, Barnaby Jack è uno dei pochi hacker che hanno ricevuto stima e ammirazione da persone senza interesse verso la tecnologia.

Neozelandese, direttore di una sezione della IOActive, società di sicurezza informatica, nutriva una speciale passione verso l’intrusione in sistemi non convenzionali; si dedicava a dispositivi più inusuali, come pompe per l’insulina o pacemaker. Proprio quest’anno, alla black hat conference 2013, avrebbe dimostrato come mandare uno shock a qualcuno con il pacemaker nell’arco di qualche metro di distanza.

Il suo risultato più famoso è sicuramente stato l’hacking di macchine ATM, le comuni colonnine bancomat che si trovano spesso nei negozi, soprattutto all’estero. Dopo averne comprate due diverse su internet ed essersele fatte spedire a casa – spiegando al fattorino che incuriosito gli chiedeva cosa potesse farsene di due bancomat in salotto che gli dava fastidio dover pagare ogni volta la commissione per prelevare – si mise a sezionarle e studiarle. Convenuto che la chiave per aprirle e accedere all’hardware è facilmente acquistabile su internet, mentre le banconote sono ovviamente al sicuro in una cassaforte interna, si dedica al software installato (Windows CE) e allo sviluppo di una serie di programmi che ne sfruttasse le vulnerabilità – programma chiamato guarda caso Dillinger.

Riesce nel suo intento: usando Dillinger persino via internet è possibile collegarsi a un’ATM e controllarla in diversi modi, sia per acquisire informazioni dei clienti che la utilizzano (numeri carta, pin, estratti conto…), che per eseguire numerose altre operazioni. La voce del menù più attraente è di sicuro Jackpot!: un click e il bancomat comincia a sputare banconote fino a svuotarsi. Mostrando sullo schermo una festosa scritta “Jackpot!!!” e suonando una musichetta da casinò elettronico.

E’ morto lo scorso giovedì 27 luglio.

Il video della dimostrazione del 2010:

Il (secondo) momento clou: