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V per Vendetta – Alan Moore, David Lloyd

Inghilterra. Fine anni ’Novanta. Il paese è in mano al fascismo. Lo stato totalitario ha il pieno controllo e consenso del paese. I campi di concentramento hanno ormai soffocato ogni dissenso. Un uomo solo turba i sonni del tiranno. Non ha un nome. Potete chiamarlo V. Porta una maschera, la maschera di Guy Fawkes. Guy Fawkes il 5 Novembre 1605 tentò di far saltare il Parlamento, fu arrestato, torturato, giustiziato; divenne un mostro popolare, un fantoccio da bruciare in piazza ogni 5 Novembre. Il 5 Novembre 1997 il Parlamento salta in aria. È l’’Ouverture. La sinfonia ci porterà attraverso un Vile Cabaret fino alla Terra del Fa’ – Come – Ti – Pare.

Chi è V? Vi basti sapere che ha molto sofferto, ha cominciato con la botanica e ha una missione. Tradito da Madama Giustizia ha abbracciato Madonna Anarchia, lei gli ha insegnato che Giustizia è nulla senza Libertà. La sua feroce vendetta colpisce gli uomini che lo hanno imprigionato e torturato e attraverso questi il regime che tutto sfigura e tortura. L di Libertà è allora il motore della storia e il frutto che il popolo potrà cogliere tra le macerie della sua ennesima non scelta. L’’opera è teatrale e spietata, il mostruoso potere nulla può contro di lui, perché dietro la sua maschera “”C’è solo un’’idea, e le idee sono a prova di proiettile”.”

Questa graphic novel (romanzo a fumetti) è nata dalla collaborazione tra il genio narrativo di Alan Moore e le matite di David Lloyd, cui si deve tra l’’altro la trovata di vestire V da Guy Fawkes. Uscì a puntate sulla rivista Warrior tra il 1982 e il 1985, fu completata nel 1988, dopo una pausa dovuta alla scomparsa della rivista. La storia è raccontata essenzialmente attraverso gli occhi di Evey Hammond, salvata da V la notte dell’’Ouverture e diventata sua seguace, e di Eric Finch, il poliziotto che gli dà la caccia. Accanto alla vicenda principale sono raccontate le vite di vari personaggi coinvolti nel governo con le loro storie meschine e disperate, fatte di odio, ambizione, crudeltà e per questo straordinariamente vive e umane.

Le storie parallele sono efficaci nel mostrare come l’’architettura apparentemente perfetta del regime si sfaldi prima di tutto umanamente sotto i colpi di V. Il protagonista appare come un uomo dalle facoltà fisiche e psichiche assolutamente fuori del normale. Vive nella Galleria dell’’Ombra, una sorta di museo dove ha ammassato tutto ciò che di bello e nobile l’’umanità ha prodotto ed è sfuggito alla barbarie della guerra e della dittatura. Pare essere l’unico o quasi possessore di libri, dischi, film, opere d’arte. Come Montag lui ricorda, da ciò che conserva nella sua casa trae la forza dell’’Idea che lo rende invincibile, è l’’urlo anarchico della cultura che non potrà mai essere soffocato, l’’unico strumento che permette all’’uomo di vedere le sue catene.
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V è quindi egli stesso simbolo di ciò che protegge, così che le sue parole sono sempre oscure e poetiche, fitte di citazioni. V è un personaggio ipertestuale, contiene in sé rimandi ad altri personaggi e opere che hanno influenzato e ispirato la sua genesi. Lo stesso Moore ha fornito nell’’introduzione alla prima edizione in volume un sommario ed eterogeneo elenco di ciò che avrebbe voluto far vivere nella sua creazione fornendoci quindi un’utile chiave di lettura: Orwell, Huxley, Il Fantasma dell’’Opera, David Bowie, Batman, Thomas Pynchon, Robin Hood e altri.

Non è comunque giusto ridurre V per Vendetta alla sua straordinaria sceneggiatura poiché in un fumetto è ovviamente altrettanto importante il disegno e il colore. Il progetto grafico di Lloyd è contraltare perfetto alla scrittura di Moore, cresciuto insieme alla sceneggiatura in un continuo confronto e scambio di idee. Innovative dal punto di vista grammaticale sono le scelte del disegnatore di abolire i baloons che riassumono i pensieri e la quasi scomparsa delle didascalie narrative, tutto il peso della narrazione è quindi affidato al disegno e alle parole, anche contenute sulle pagine di un diario, dei personaggi.

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L’’ambientazione riflette pienamente il pessimismo politico condiviso dai due autori all’’inizio degli anni ’Ottanta. La guerra nucleare ha risparmiato l’’Inghilterra, ma sulla sua scia ha portato al potere un regime fascista totalitario in cui si ravvisano chiaramente le memorie del nazismo unite alle ipotesi di regime tecnocratico presenti nelle distopie di Orwell, Huxley, Bradbury. Un inverno nucleare è quindi alla base dell’’atmosfera opprimente delle tavole. V per Vendetta è un fumetto notturno, mai compare il sole nelle sue vignette, la luce del giorno è pallida, le uniche luci accecanti sono quelle delle esplosioni organizzate da V. Effetto questo che purtroppo un po’ si perde nelle edizioni a colori, pubblicate in volumi successivamente. Il tratto del disegno è netto e spesso, le linee dei volti sono marcate ed espressive, frequentemente deformate da odio e sofferenza. L’’unico sorriso costante, largo e sincero è quello di cartapesta di Guy Fawkes.

Si tratta di uno dei fumetti più originali, profondi, coinvolgenti, artisticamente pregevoli della storia. Alan Moore è probabilmente il più grande sceneggiatore vivente: V per Vendetta (con Watchmen) è il suo capolavoro, un’’opera che trascende il medium e si ascrive di diritto nell’’albo della grande letteratura del ‘900.


Due facce indossa l’’anarchia, il creatore e il distruttore. I distruttori fanno cadere imperi; e fanno delle macerie un canovaccio perché i creatori possano costruire un miglior mondo. Appena ottenute, le macerie rendono altre rovine irrilevanti. Via gli esplosivi, allora! Via i nostri distruttori! Non c’’è posto per loro nel nostro nuovo mondo. Ma un brindisi ai nostri attentatori, ai nostri bastardi, ai meno attraenti, ai più imperdonabili. Beviamo alla loro salute …per non incontrarli più!
V.