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John Bonham

Il 24 Settembre 1980 i Led Zeppelin si riunirono nella nuova villa di Jimmy Page a Windsor per iniziare le prove del tour americano che avrebbero intrapreso a breve. John Bonham arrivò a casa Page già su di giri dopo aver assunto gran quantità di vodka mischiata a medicinali anti-depressivi.

I Led cominciarono la session di prove e tra una rullata e l’altra Bonham non smise certo di bere; verso mezzanotte, dopo un’odissea alcolica senza paragoni, anche un omone come Bonzo perse i sensi; i compagni di band lo portarono in camera da letto, e chissà, magari si fecero anche due risate tornati di sotto, proprio come si fa tra amici: uno beve troppo, non ce la fa più, gli amici gli danno una mano, magari si preoccupano un po’, ma una volta che l’ebbro è a letto, si diventa più tranquilli e non si aspetta altro che giunga il giorno dopo per riderci su.
John Henry Bonham nacque a Reddicth, nel Worchestershire, il 31 Maggio 1948. Fin da bambino il piccolo John si innamorò della musica, rullava su bidoni e lattine, finché poi, a 15 anni, ebbe in regalo dal padre la sua prima batteria e fu proprio in questi anni che il ragazzo abbandonò definitivamente la scuola per dedicare anima e corpo al suo strumento. L’avventura musicale di questo ragazzo di campagna comincia con i Terry Webb And The Spiders, per passare poi ai The Mavericks; incontrerà il suo futuro compagno di band Robert Plant nei Crawling Kink Snakers e nei The Band Of Joy. Poi, un giorno, un giorno come tanti altri, decise di accettare la proposta di Jimmy Page di riformare gli Yardbirds, insieme proprio a Plant, e a John Paul Jones. Nascono così i Led Zeppelin.

Nel 1969 la band lancia il suo primo Lp “Led Zeppelin”, il rock’n’roll cambia per sempre. Durante i primi tour Bonham ebbe l’idea di aggiungere una doppia cassa alla sua batteria, ma fu il cantante Robert Plant a sconsigliare Bonzo, con questa spiegazione: “A cosa ti serve una doppia cassa? Con una sola fai il doppio di quello che fanno gli altri con due!” John Bonham era questo: un tornado, una furia, una macchina folle, rozza ma emozionante come nessun altro. Il talento di Bonham, irripetibile, non stava tanto nel colpire le pelli con forza immane, ma nel colpirle nel punto giusto, con meno forza pur riuscendo a fare sì che il suono fosse tre volte più potente di quello che riuscivano a fare gli altri. Forse, quella che verrà ricordata come la più grande impresa musicale del batterista è l’incredibile assolo di 15 minuti nel brano Moby Dick: un vero e proprio momento sacro nei concerti dei Led, un rito, una cerimonia; John Bonham, maestro delle pelli!

Il ragazzo però non fu unico solo nel suonare la batteria ma anche come personaggio fuori dal palco: leggendario l’episodio dove Bonham invitò Glenn Hughes a fare un giro sulla sua auto nuova di zecca (Bonzo era un grande appassionato di automobili, ne possedeva una grande collezione); poco dopo i due si schiantarono contro un muro e abbandonarono lì il veicolo. Hughes incontrò Bonham il giorno seguente su un’altra macchina e gli chiese che ne era stato di quella del giorno prima, Bonzo rispose semplicemente :”Quale macchina?”.

Dopo quella sbronza colossale datata 24 settembre, con cui ho aperto questo pezzo, i compagni di band lasciarono che il batterista riposasse. Fu solo a pomeriggio inoltrato che John Paul Jones salì le scale e si diresse verso la stanza dove Bonham era stato portato la notte prima: aperta la porta andò verso le finestre e, una volta tirate le tende, un grande fascio di luce invase tutta quanta la stanza. Stranamente, però, il letto rimase in ombra. John era a pancia in giù. John non dormiva più da molte ore ormai.
4 Dicembre 1980. “Desideriamo comunicare, in piena armonia tra noi stessi ed il nostro manager, che per la perdita del nostro caro amico e per il profondo rispetto che nutriamo verso di lui e la sua famiglia, non possiamo più continuare come prima”.

Qualche volta di notte, quando la luna è alta nel cielo
un potente tuono viene udito tra le colline
ma non spaventatevi, è solo Bonzo, che fa un soundcheck in paradiso.
(Paul Du Noyer, Q Magazine 1997)
Ragazzo, hai il piede destro più veloce di quello di un coniglio!
(Jimi Hendrix)
Il Rock’n’Roll è morto il giorno in cui è morto John Bonham.
(Billy Joel)
Era il sogno di ogni bassista.
(John Paul Jones)
Bonzo diceva sempre di essere il più grande batterista del mondo. Quando lo sentivamo suonare, sapevamo che lo era!
(Robert Plant)