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The Bleeder – Philippe Falardeau

Nelle sale della Mostra del Cinema di Venezia, fuori concorso, sbarca The Bleeder, film che ripercorre la vita del pugile Chuck Wepner, interpretato da un entusiasmante Liev Schreiber, tributato proprio a Venezia del prestigioso Persol Tribute to Visionary Talent Award. Il film rivive la vita e la carriera del “sanguinario” di Bayonne, nel New Jersey, così soprannominato per la tendenza a sanguinare sul ring una volta ferito.

La fama di Chuck Wepner crebbe incredibilmente il 24 marzo del 1975, quando l’’agente di Muhammad Alì, Don King, organizzò tra i due un incontro per contendersi il titolo di campione mondiale dei pesi massimi. A dispetto delle previsioni dei bookmaker, Wepner non solo resistette sino alla fine riuscendo a mandare anche a tappeto l’avversario, ma perse di pochissimo l’ambito titolo mondiale; impresa epica quella compiuta da Wepner, tanto da ispirare la famosa saga di Rocky Balboa.

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Proprio l’improvvisa popolarità del pugile del New Jersey, o almeno quella che lui percepiva, sarà la causa di una crescente vita spericolata condotta sempre su di un equilibrio instabile tra grandi successi e drammatiche cadute, alla continua ricerca di emozioni forti tra donne, alcool e droga. Uno stile di vita portato all’eccesso che rischierà di condurre Wepner all’’autodistruzione e dal quale riuscirà invece a riscattarsi grazie all’’amore della barista Linda, interpretata da una trasformata e quasi irriconoscibile Naomi Watts.

Il regista canadese Philippe Falardeau porta così sul grande schermo la biografia di un campione che, all’’apice della sua carriera, si ritrova coinvolto in un pericoloso vortice fatto di vizi malsani e gente poco raccomandabile, capace solo di sfruttare il grande momento di popolarità e di vivere sull’’onda dei successi altrui, senza quella lucidità necessaria ad accorgersi del dramma al quale stava andando incontro il pugile di Bayonne. Come spesso accade dopo una grande caduta ricomincia la risalita. Ecco dunque che la vita spericolata tanto gli stava togliendo, altrettanto gli stava regalando. Sul finale del finale assisteremo ad una rinascita del grande Chuck Wepner accanto a Linda, l’’unica persona in quel momento in grado di oltrepassare l’immagine patinata che il campione di pugilato aveva ostentato di sé negli anni di maggior successo.

Il personaggio di Chuck Wepner diverte e coinvolge, mostrando senza alcun moralismo gli sbagli di un uomo vero e corrotto che, incapace di mantenere il risultato nella vita reale, cerca rifugio nella figura cinematografica a lui ispirata di Rocky Balboa. Il tutto nell’’ambito di un magnifico viaggio attraverso la musica, i costumi ed il design degli anni Settanta, in un efficace fotografia di quegli anni in grado di riportare lo spettatore indietro nel tempo.