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The Light Between Oceans – Derek Cianfrance

Australia, anni Venti. Tom Sherbourne (Michael Fassbender) è il guardiano del faro dell’’isola di Janus, distante cento chilometri da ogni altra forma di vita. Con lui vive solo la giovane moglie Isabel (Alicia Vikander), ragazza innamorata della vita cui va il merito di aver salvato il marito dalla depressione che ha seguito la sua partecipazione alla Grande Guerra. Il loro tentativo di costruire (e mantenere) una famiglia li condurrà a vivere un’’esperienza al limite della legalità, che ripone negli umani sentimenti la più cieca fiducia.

Un dramma in tre atti di matrice hollywoodiana, insomma, che vede Fassbender eroe romantico, pronto a perdere ogni cosa per assecondare i capricci di una moglie insopportabile, le cui ragioni, certo, sono forse comprensibili ma non bastano a giustificare l’’altissima posta in gioco. Il secondo atto guadagna in credibilità grazie al personaggio interpretato da Rachel Weisz, che arriva a smuovere le acque e a introdurre un conflitto – anche interno ai personaggi – quasi inesistente nella prima metà.

the light between oceans

È lei la chiave della rinascita del film, lei che lo traghetta fino alla fine salvandolo dalla più ovvia delle conclusioni. L’ideale, romanticissimo, della famiglia novella in cui l’amore vince su ogni cosa lascia presto il posto ad uno scenario ben più drammatico in cui le colpe dei genitori ricadono ingiustamente sui figli, impedendo anche allo spettatore più cinico di scegliere da quale parte schierarsi.

Fila liscio e abbastanza prevedibile questo dramma in costume firmato da Derek Cianfrance. Di costume, per l’appunto, si tratta: Michael Fassbender in riva all’’Oceano taglia la legna vestito a festa, con un abito da cerimonia che non si spiegazza neanche dopo l’’ennesima raffica di vento.