only lovers left alive

Solo gli amanti sopravvivono – Jim Jarmusch

Detroit e Tangeri, ai giorni nostri, un cielo notturno pieno di stelle. Il musicista appassionato di scienza Adam (Tom Hiddlestone) e la misteriosa conturbante Eva (Tilda Swinton) stanno insieme da secoli, ma quando il film comincia i due si trovano ai lati opposti del pianeta. Lui in una decadente Detroit, dove vive immerso e depresso tra chitarre rare, oggetti vintage, strumenti di ogni tipo e vinili; lei a Tangeri, in Marocco, donna emancipata e ipertecnologica che ha un solo, grande amico di nome Marlowe (un nome non casuale, interpretato da John Hurt). Poco dopo, lei decide di volare in America per raggiungere l’amato, e la coppia si riunisce felicemente, passando il tempo tra chiacchiere, brindisi a base di gruppo 0 negativo e notturne passeggiate per strade deserte, circondati solo da ombre e qualche zombie (che saremmo noi, gli umani).

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Due vampiri moderni ed in un certo senso diversissimi tra loro, ma colti da un amore tenero quanto fresco. Ecco l’immortale, l’istintivo, la musica che avvolge il sentimento. Anche quando il sangue pare mancare e la vita si fa più dura. Ma il vero amante in fondo pare essere lo stesso Jarmusch, che dai cupi anni Ottanta torna a disegnare uno spazio liquido tra Detroit e Tangeri, vicinissime nell’amore come nel cinema. Non sarà imprescindibile, non sarà il miglior film del regista ma è pur sempre un Jarmusch, affascinante e malinconico, già cult di mezzanotte, tra il pop dandy e il colto ottocentesco. I suoi vampiri, coltissimi e malinconici, potrebbero benissimo essere i nostri fantasmi di tutti giorni, quando amiamo e per quel motivo prendiamo la distanza da una società sempre più arida anche sentimentalmente.

Solo gli amanti sopravvivono è, in fondo, un film sulle cose che contano nella vita. Sono gli ambienti del film a riflettere il loro amore, eternamente resistito alla storia (di noi umani); una relazione che pare in fondo ancora giovane, ai prodromi dell’infanzia quando gli amori si bruciano come la carta velina. Devono, come tutti gli uomini/zombie della terra, ancora imparare ad amare. Come, per colpa stessa dell’eternità, sono costretti a spostarsi a ritrovare un luogo in cui tutto possa ricominciare, per ridonare passione. Nel finale sembrano fuggire da tutto, anche da loro stessi, ma mai dal loro amore, basta quello per nutrirli. Adam ed Eva, abitano il loro amore, li uccide come gli fa del bene, e solo lì dentro possono resistere. Only Lovers Left Alive, insomma, sopravvive solo chi ama. E ormai al fantasmatico cinema (il Dracula di Coppola spaventato davanti ad uno schermo) non resta che la corrispondenza d’amore e di emozioni per sopravvivere.