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Quando Beppe Fenoglio scoprì i Deep Purple

Il mondo della musica rock racchiude dietro di sé un'infinità di storie e curiosità che raramente, senza un'analisi approfondita, emergono agli occhi di tutti. Vicende legate alla vita dei musicisti, alla nascita delle band, ai risvolti emotivi e psicologici che hanno reso possibile tutto quello che noi ascoltiamo senza però sapere “cosa c’è al di là”. È un libro aperto a tutti, ma certe volte risulta ricco di intrecci e vicissitudini che richiedono una lettura diversa legata sicuramente a una forte passione.

Ci vorrebbe troppo tempo per raccontare tutto. Possiamo prendere però in esame una curiosità un po' particolare. Siamo nel 1948: esce la prima edizione del libro di Beppe Fenoglio intitolato Una questione privata. Scrittore, partigiano e drammaturgo venne stroncato da una malattia ancora in giovane età, ma nonostante ciò riuscì a essere parte fondamentale del neorealismo italiano. Le vicende del romanzo prendono come sfondo la Seconda guerra mondiale, tema caro all’autore avendola vissuta in prima linea anche e soprattutto come soldato contro la dittatura fascista.

Tralasciamo la storia in generale, non ci interessa in questo discorso, tranne un episodio: quello legato a Fulvia, ragazza amata da Milton, il protagonista. La prima volta che si incontrarono, il giovane venne invitato dalla ragazza per tradurle una canzone chiamata Deep Purple. Nell'arte del tradurre Fulvia rimase incantata dalla bravura del ragazzo e se ne innamorò. La domanda è questa: è possibile che nel '48 si parlasse già del gruppo hard rock britannico nato circa vent’anni dopo? Ovviamente no.

Quando le varie sperimentazioni dei progetti precedenti giunsero al termine, Ritchie Blackmore, dovendo scegliere il nome della nuova band, decise per un nome composto da due parole, cosa che andava di moda in quegli anni (vedi Rolling Stones, Led Zeppelin, Black Sabbath ecc). Il chitarrista propose “Deep Purple”. Questo è il nome di una canzone di Nino Tempo e April Stevens uscita negli anni '30 ed era anche molto amata dalla nonna del musicista. Ovviamente i Deep Purple sarebbero nati comunque e avrebbero fatto la loro grandiosa storia anche senza il libro di Fenoglio. Sicuramente avrebbero raggiunto lo stesso successo anche se avessero avuto un altro nome. Questa è solo una semplice curiosità che emerge dalla lettura del libro e dall'episodio descritto sopra.

In quel momento ti viene voglia chiederti se esiste un collegamento tra le due cose. No, non esiste nessun reale collegamento, solo una circostanza fortuita di gusti musicali. Così come alla nonna di Blackmore evidentemente anche allo scrittore era rimasta impressa quella canzone. Queste sono le belle ed interessanti storie che, anche senza un reale nesso, riescono a farti conoscere delle cose curiose che non fanno altro che arricchire il tuo bagaglio musicale. Prendi un libro, lo apri e inizi a leggerlo, poi successivamente scopri un qualcosa che ti rimanda a tutto un altro mondo e a tutta un’altra storia e così vai a vedere, leggere, capire, poi metti insieme le due cose.

C'è un problema. A chi interessa tutto ciò? Quanti avrebbero veramente voglia di pensarci? Vedete voi.