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Pixar. 25 anni di animazione

Se volete dimenticare per un paio d’ore la vostra età anagrafica e immergervi nel mondo di Toy Story, A Bug’s Life, Monsters & Co., Alla ricerca di Nemo, Gli Incredibili, Cars, Ratatouille, WALL•E e Up, questo è il momento giusto per farlo. Alla mostra della Pixar, al PAC di Milano. Fino al 14 febbraio.

All’interno delle diverse sale sono presenti moltissimi lavori la cui bellezza sta, forse, proprio nel fatto che non sono nati per essere esposti. Si tratta di bozze, di esperimenti, di annotazioni. Guardando quei disegni si può entrare in contatto con un mondo completamente diverso da quello che traspare guardando il prodotto finito.

Dei comunissimi fogli di carta, uniti ad altrettanto comuni matite, pastelli e pennarelli, acquistano nuova vita e grazie alla mano di un vero artista nascono stupendi paesaggi e giochi di colore. Ad accompagnare i disegni e le bozze ci sono anche alcuni esempi di modelli tridimensionali d’argilla, elaborati dagli scultori in modo che i modellatori in 3D abbiano sempre presente come si combinino tutte le parti del corpo dei diversi personaggi. A interrompere la sequenza di disegni e modellini c’è un angolo dedicato ad una versione tridimensionale dello Zootropio in cui i personaggi di Toy Story, i giochi di luce, e la musica di sottofondo, catturano l’attenzione dei visitatori. Un’altra particolartià di questa esposizione è “Artscape”, installazione multimediale ad alta risoluzione che permette di rivivere in versione animata tutto quello che si era visto poco prima su carta e argilla.

Al piano superiore l’esposizione si conclude con una sezione interamente dedicata ai filmati. Nella prima sala è possibile visionarne uno in cui vengono spiegati tutti i passaggi del processo creativo e in cui vengono portati degli esempi di come si sussegue la registrazione dei dialoghi, l’animazione, la cura dei dettagli, gli effetti sonori, ecc. Interessante notare ad esempio che i dialoghi vengono registrati per primi, solo in un secondo tempo entrano in gioco i disegnatori. Questo perchè le parole e la loro intonazione sono fondamentali per poter sapere come disegnare un personaggio. In una seconda sala sono esposti schermi sui quali scorrono i diversi cortometraggi che hanno caratterizzato l’opera della Pixar nel corso del tempo, ed anche una breve anteprima di Brave, in uscita a giugno 2012.

Lungo tutto il percorso, e all’ingresso di ogni sala, ci sono moltissimi pannelli esplicativi grazie ai quali è possibile scoprire un po’ alla volta il meraviglioso mondo Pixar. Subito all’ingresso viene spiegato, ad esempio, come lo strumento del “Colorscript” traduca visivamente il contenuto emotivo della storia, e come ne guidi lo sviluppo durante la narrazione. Mentre al piano superiore è spiegato nel dettaglio tutto il processo creativo, quello di cui parla anche il video.

I lati positivi di questa esposizione sono molti, a cominciare dalla sua caratterizzazione di tipo didattico. I pannelli informativi sono numerosi e ricchi di dettagli che riescono ad essere curiosi e davvero istruttivi. Di notevole importanza anche l’attenzione riservata al pubblico dei più piccoli, che hanno la possibilità di procurarsi audio-guide su misura e di frequentare workshop gratuiti durante i fine settimana. Un gradevole diversivo è offerto, questa volta agli interessati di tutte le età, dall’iniziativa “Pixarizziamo la città”: si tratta di varie collaborazioni con diverse strutture della città di Milano, quali l’Acquario civico, il Museo della Scienza e della Tecnologia, ed il Museo di Storia Naturale, in cui i personaggi Pixar sono protagonisti. Interessante anche la possibilità di organizzare in loco un Corporate Event per le aziende, con visita guidata privata ed evento a tema.

Ci sono però due critiche che si potrebbero muovere riguardo la disposizione del materiale esposto. Per prima cosa i disegni, le bozze ed i modelli sono disposti in maniera apparentemente casuale, non è infatti chiaro quale sia il filo conduttore che porta da uno all’altro; leggendo la cartella stampa si intuisce l’intenzione di Lasseter di mettere in evidenza i concetti di “personaggio”, “storia” e “mondo”, ma tale intenzione non è affatto evidente nè immediata. In secondo luogo sarebbe stato forse più indicato collocare i cortometraggi all’inizio dell’esposizione e non alla fine, trattandosi della cosa con cui la Pixar ha iniziato la sua attività. L’ultimo appunto riguarda invece la presenza alla fine della mostra di una parete letteralmente tappezzata di Galaxy Tab, con un chiaro invito ad usarli per farsi fotografie e filmati; c’è da chiedersi se questo spazio palesemente dedicato allo sponsor (Samsung) non sia piuttosto fuori luogo.

Dal punto di vista emotivo comunque l’impatto è senza dubbio molto forte, chi ha amato i film d’animazione targati Pixar ed i suoi cortometraggi non può che amare anche questa presentazione. Nonostante alcuni difetti, a conti fatti di poca rilevanza, l’esposizione risulta promossa a pieni voti.